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...Ho assistito di recente ad una convention della Vitaldent che mirava all'apertura di nuovi poli odontoiatrici nel Veneto e dintorni.
La curiosità era tale che non ho resistito ed ho voluto ficcarci il naso e come era prevedibile, le sorprese non sono mancate.
La presentazione era in pompa magna, senza trascurare i più fini dettagli del marketing e per la grande occasione era presente anche il presidente del gruppo spagnolo Ernesto Colman.
Dopo una pomposa presentazione sulla rilevanza del gruppo nel mondo e dei magnifici centri sparsi ovunque, si passa subito a chiarire che Vitaldent non è una odontoiatria Low-cost, ed in effetti quando compare una videata dei prezzi con una corona in ceramica a € 900 e svariate altre voci con prezzi tutti ben superiori ai minimi consigliati dall'ordine, rimango di stucco: i miei prezzi sono quasi tutti inferiori non di poco a questa tabella.......ed in più, udite, udite, il paziente deve pagare anticipatamente tutte le cure in un “botto solo”. La confusione incomincia a penetrare nella sala fra i colleghi: insomma, se uno si fa pagare prima forse ne varrebbe la pena se il costo molto basso, sennò che senso avrebbe? Perché a me chiedono continuamente dilazioni di pagamento e a loro danno tutto il denaro prima?
Mano a mano che si procede viene chiarito che sede geografica, arredi, progettazione, scelta del tecnico di laboratorio ed anche gli orari di apertura, sono tutte pianificate ed imposte dal gruppo, ma l'esborso è totalmente a carico del finanziatore esterno (quasi sempre un dentista che vorrebbe solo lavorare di più) che stipula un contratto con la Vitaldent per 10 anni pagando royalties di vario tipo solo in virtù della pubblicità che il gruppo fa sotto forma di spot tv, volantini, cartellonistica e via dicendo.
Dopo avere chiarito che seguirà un altro incontro per visionare il contratto nei dettagli, il sig. Colman invita frettolosamente gli astanti a prendere il caffè, ma.......qualcuno con voce decisa dalla sala lo blocca con una domanda che forse avrebbe voluto evitare: "Sig. Colman, è possibile sapere anche per sommi capi, che cosa costa un centro medio piccolo e quale percentuale di fallimento esiste ogni 100 centri che vengono avviati?"....”si, certo....diciamo circa 600.000-900.000 euro ecc. ecc”. Rimane invece senza risposta il secondo quesito, forse più importante, dopo il fallimento di un paio di centri a Milano ben documentati dalla cronaca e chissà quanti altri passati inosservati in giro per il mondo.
Insomma, la morale sembra chiara: io ti do il marchio, ti impongo prezzi non-competitivi, forme di pagamento fuori dal mondo, collaboratori che magari non mi piacciono, e tu paghi tutto e se fallisci....già, se fallisci?..Ovvio, sono fatti tuoi!
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