Pulizia degli impianti dentali
Gli impianti dentali hanno bisogno di meticolosa pulizia affinché possono durare nel tempo e servirci per anche per una vita intera.
Fatte salve alcune eccezioni è quasi sempre così.

Siamo portati a considerare l’impianto come un dente, ma l’impianto non è un dente naturale infatti, fra le varie differenze, ė di circonferenza solitamente più ridotta rispetto ad una radice naturale e la corona protesica emerge dall’ impianto come una specie di funghetto.
I mezzi
(Per la pulizia degli impianti dentali)
L’area più critica per l’igiene è proprio qui al di sotto della corona e alla base dell’impianto ed è la ragione per cui occorre fare attenzione ad espletare le manovre di pulizia quotidiana consigliate dal proprio dentista e che se ben fatte ne sanciranno una lunga durata.



I mezzi con cui si può pulire l’impianto sono tanti e si va dai classici spazzolini agli scovolini al filo interdentale e all’ idropulsore che se ben utilizzato eviterà qualsiasi tipo di infiammazione e sanguinamento facendo in modo che l’area risulti pulita con gengiva rosa-pallido.
La gengiva è la principale spia di quanto la nostra pulizia sia efficace e non deve essere dolente, arrossata o gonfia, o peggio sanguinante.
Una lamentela che mi sento rivolgere talvolta dai pazienti è l’accumulo dopo i pasti di residui di cibo nelle aree vicine agli impianti. Questo ė un inconveniente presente in molte protesi per cui è ragionevole pulire dopo ogni pasto tutta l’area senza mai tralasciare alcuna zona.
Personalmente trovo che sia particolarmente importante la pulizia serale prima di andare a letto. La notte infatti è un momento in cui la carenza di salivazione, l’assenza del parlato e la deglutizione scarsa ne fanno il momento più critico per l’accumulo di placca.
Conseguenze della scarsa igiene degli impianti
Se non puliti bene e/o trascurati a lungo le infiammazioni non tarderanno ad arrivare e se non si elimineranno si rischieranno le perimplantiti (infiammazione dei tessuti attorno agli impianti) che sono da evitare il più possibile perché molti studi dimostrano che una volta instaurata una perimplantite è molto difficile da risolvere in modo definitivo.

Questo è dunque il momento di rivolgersi al proprio dentista che potrà eseguire una pulizia professionale (anche con punte ultrasoniche in polimeri plastici) e se necessario attuare nei casi peggiori, atti di piccola chirurgia per pulire le aree profonde dal tartaro che quasi sempre si annida nelle spire dell’impianto e che mai potranno essere pulite autonomamente dal paziente.
L’insorgenza di una perimplantite dipende comunque anche da altri fattori quali debolezza costituzionale il tabagismo e qualsiasi malattia debilitante. A parte ciò per fortuna osservo tutti i giorni impianti che resistono decenni senza mai creare problemi.
I controlli dal dentista
Per evitare inconvenienti è bene sottoporsi ai controlli del professionista un paio di volte l’anno. In questo momento infatti oltre che una sana pulizia, potremmo ricevere dei consigli sugli errori di pulizia e le misure da adottare.
Inoltre nelle protesi completamente costruite su impianti può essere il caso di fare controlli biennali con accertamenti radiografici e smontaggio completo delle protesi per la verifica degli impianti sottostanti e della stessa protesi con pulizia accurata di tutto l’apparato.