Dott. Andrea Piana da 23 anni dentista a Verona

apparecchiature

Impronta dentale digitale

Impronta dentale digitale e tecnologia CAD/CAM (il futuro è oggi)

Lo studio del dott. Piana è orgoglioso di presentare l’ultimo ritrovato tecnologico del settore dentale:

Lo scanner intraorale!

Impronta dentale digitale

 

 

 

Impronta dentale digitale vs. impronte tradizionali

L’impronta tradizionale coinvolge molteplici materiali potenzialmente forieri di errori e difetti come vuoti, bolle d’aria, o un’impostazione impropria e distorta dovuta a difetti di indurimento o a movimenti spontanei del paziente durante il rilevamento.

  Un grandissimo vantaggio dell’ impronta dentale digitale sta proprio nell’ eliminare gran parte del lavoro associato alle impronte tradizionali e a ridurne drasticamente gli errori.  Questo si traduce immediatamente in risparmio di tempo, sia durante l’appuntamento per l’impronta che per la consegna dei restauri.

D’altra parte, una scansione digitale consente al dentista di visualizzare l’immagine “positiva” (e non negativa come per l’impronta in silicone) e di poterla ingrandire e valutare con attenzione. Gli errori possono essere corretti immediatamente, prima di presentare l’impronta al laboratorio. Con dell’impronta digitale viene registrato anche il “morso” (mostra cioé come i denti superiori e inferiori si incontrano) ed è visibile immediatamente sul monitor.

Il sistema, inoltre, indicherà a colori se vi sono aree del dente inadeguate per la preparazione della protesi. Questo consente ai dentisti di modificare la preparazione del dente immediatamente per garantire che i restauri proposti siano giusti comodi e funzionali fin da subito.

Se un’area dell’impronta è mancante nella scansione digitale iniziale, il software consente all’operatore di “patchare” la scansione, senza ripetere tutta l’impronta daccapo.

Con la tecnologia dell’impronta digitale scansioni aggiuntive possono essere stratificate sul modello virtuale originale per migliore ulteriormente l’immagine senza creare errori o sostituire “incollando”, aree che non ci piacevano. Questo è esattamente il contrario di un’impronta fisica tradizionale!scansione dentale digitale

 

 

Cosa si faceva prima?

 

impronta classica col silicone     Chi non ha mai provato nella propria bocca la pasta da impronta del suo dentista? Credo molto pochi! Forse alcuni di voi hanno provato anche una sgradevole sensazione di stimolo al vomito….insomma inutile negarlo: non piace a nessuno quella pasta che deve indurirsi in bocca per quei minuti interminabili.

Cosa si fa oggi e nel futuro

impronta dentale digitale     Ebbene, forti dell’avanzamento tecnologico nel nostro studio abbiamo introdotto  l’impronta dentale digitale. Una gran bella conquista. Ormai in bocca non passa piú un portaimpronte colmo di materiale, ma una sofisticata penna ottica (scanner intrarale), che elabora in tempo reale un modello tridimensionale della dentatura con una precisione al micron che si materializza nello schermo davanti agli occhi sempre divertiti del paziente! Niente più modelli in gesso, ma sofisticati duplicati della dentatura ricavati da avveniristiche stampanti 3D e protesi elaborate da fresatori digitali che lavorano con una precisione strabiliante e grande velocità. Il file ricavato da queste elaborazioni viene spedito via internet in tempo reale al centro di fresaggio e messo “in macchina” per la costruzione di ponti, corone in ceramica, zirconio, composito, o anche provvisori in resina, modelli studio e quant’altro…… e tutto ciò con una straordinaria precisione.

Gli enormi vantaggi della tecnologia CAD/CAM

 

Le impronte ottiche digitali aumentano in modo significativo l’efficienza, la produttività e la precisione, infatti tali impronte si possono spedire al laboratorio via e-mail ed in molti casi si possono avere i restauri realizzati in giornata, accelerando così il trattamento del paziente e riducendo la necessità di molteplici visite ambulatoriali.

Ma non solo…..:

  •   La qualità dell’immagine dell’impronta rende i restauri veloci e migliori
  •   Meno tempo speso sulla sedia del dentista
  •   Non c’è bisogno di materiali da impronta di cattivo gusto e sensazioni sgradevoli
  •   Meno ansia da parte di tutti (dentista compreso:-)
  •   Eliminazione totale di inesattezze dovuta all’uso dei materiali classici come il silicone ed il gesso che sucessivamente andrebbe utilizzato per i modelli, con conseguente diminuzione degli errori sui restauri
  •  La scansione dei denti in fase di restauro, così come i denti antagonisti ed il “morso”, solitamente registrato con la cera (altra possibilitá di errore…), può essere completato in appena tre-cinque minuti.
  •  È piú ecologica, infatti l’impronta digitale può essere memorizzata elettronicamente per sempre, il che consente di risparmiare spazio e carta, nonché materiali siliconici e gesso, che notoriamente sono difficili da smaltire.

Questo si traduce in velocità di escuzione,  qualità elevata con logico risparmio di tempo e denaro….infatti gli inevitabili tradizionali aggiustamenti in corso d’opera sono ridottissimi se non assenti, con grande soddisfazione del paziente e del dentista.

Di impronta dentale digitale ne parla anche l’autorevole rivista “Il Dentista Moderno” confermando in pieno quanto appena scritto.

Benvenuti nel futuro… lo percorreremo assieme!

 

 

laser dentale

Il laser dentale

È routine dello studio Piana

laser dentale

Oggi il laser dentale è una realtà degli studi più attrezzati e moderni, con grande soddisfazione sia dei pazienti che dei medici. Infatti grazie al suo prezioso fascio di luce si possono risolvere molti problemi sia di piccola che di grande entita.

LASER…questo misterioso apparecchio simile ad una moderna lampadina LED!

Esistono molti tipi di laser ma negli studi il più diffuso è senz’altro il laser a diodi. Oggi, che l’illuminotecnica fa largo uso dei LED, possiamo capire meglio come il principio del laser a diodi sia per molti versi simile a quello di un comune led per lampadine….infatti il LED è un DIODO!

Naturalmente come tutti sanno il laser è un fascio di luce molto concentrata potente e puntiforme che vaporizza, se sparata ad alta potenza, tutto ciò che trova davanti a sé con una precisione che non ha uguali. Basti pensare come in talune officine, si possa tagliare e saldare l’acciaio come se fosse burro! Ovviamente quel che serve a noi ha una energia molto piú bassa e con lunhezze d’onda dedicate all’uso medico. L’effetto di questa energia liberata sui tessuti biologici compie tutta l’opera del laser.

Ma che cosa possiamo fare con un LASER dentale?

Endodonzia (devitalizzazione del dente)

Quando si devitalizza un dente si usa la capacità che ha il laser di disinfettare profondamente i canali delle radici con delle fibre ottiche molto sottili, diminuendo così la possibilità di una successiva infezione.

laser dentale ad uso endodontico

Chirurgia

Qui il laser trova uno dei suoi utilizzi migliori, infatti può fare tutto ció che farebbe un bisturi, ma senza o minimo sanguinamento. Stiamo parlando di plastiche alla gengiva, resezione dei frenuli ed escissione di altre neoformazioni dei tessuti molli (gengive, lingua, guance ecc.) con un comfort del paziente invidiabile.frenulectomia con laser

Implantologia

Durante l’atto operatorio di immissione degli impianti si fa efficacemente emostasi (si ferma il sangue della ferita) e si può inoltre eseguire il taglio chirurgico iniziale…. Ma il meglio di se lo sfodera in presenza di perimplantiti (infezioni delle mucose adiacenti agli impianti).laser-implant

Dente sensibile al freddo

L’uso del laser per rendere il dente meno sensibile agli stimoli termici in pochi minuti e senza alcuna sofferenza da parte del paziente é ormai pratica consolidata.laser-sensibilita

Afte ed herpes

Anche qui uno strumento senza uguali. In pochi passaggi elimina come per incanto il dolore di queste fastidiose anche seppur benevoli infezioni, senza la benché minima necessitá di anestetico.afta-laser

Dolore ai condili mandibolari

In molti casi si riesce a diminuire sensibilmente il dolore articolare per infiammazione dell’area (esempio per artrosi).tmlaser

Parodontologia (piorrea)

In presenza di tasche parodontali con tartaro profondo aiuta ad eliminare il tartaro e disinfettare le pareti della tasca ed accelerare la guarigione grazie al suo effetto biostimolante.schema-tasca-laser

Sbiancamento di un dente o di tutta l’arcata

Ma soprattutto il laser è conosciuto dalla gente comune per le sue proprietà sbiancanti, infatti in molti casi viene ritenuto uno dei migliori mezzi per fare piazza pulita di macchie profonde dovute a té e caffé senza intaccare minimamente lo smalto, che essendo un po’ trasparente, lascia passare il raggio laser senza esserne influenzato.laser-sbiancare-denti-arcatasbiancare-laser

Cura delle carie dentali

In molte otturazioni/ricostruzioni dentali, si puó usare il laser per eliminare il tessuto carioso dal dente minimizzando l’uso delle frese e desensibilizzando nel contempo (effetto spesso residuo quando si opera profondamente nel dente).funzioni-laser-sulla-carie

 Conclusioni

Come si puó osservare Il LASER é utilissimo in molte circostanze….ma non in tutte. Sarebbe un guaio pensare che giusto perché ne siamo in possesso sia ovvio usarlo o peggio abusarlo! A volte eccellente, a volte superfluo a volte dannoso. Come sempre il pallino è nelle mani dall’operatore che non deve assolutamente essere strumento-dipendente!

 

radiologia dentale 3d

Radiologia dentale 3d (CBCT) ovvero TAC + Panoramica

radiologia dentale 3d Kodak_9000_3D

radiologia dentale 3d

  Il fiore all’occhiello dello studio é senza dubbio l’apparecchio per la radiologia dentale 3d Cone-Beam digitale ad alta risoluzione di ultima generazione, che permette di fare oltre che le classiche “panoramiche” istantanee, anche degli esami TAC di mascella e mandibola, per la pianificazione di precisione di un intervento implantare con  o senza mascherine chirurgiche computer guidate. Questo ci permette di monitore all’istante lo stato osseo e la posizione degli impianti giá dentro lo studio, senza fare girovagare il paziente fra gli studi di radiografia. Il tutto avviene con dosi radiogene irrisorie rispetto a quanto abbiamo finora somministrato con il radiografo endorale classico…e con una precisione diagnostica di pochi micron! È possibile inoltre la costruzione di corone protesiche con processo interamente digitale con lo scan dell’impronta. eliminando molti passaggi intermedi.  

3d radiologico 3d - sensore

radiografia scan 3d

Un esempio di utilizzo

 

implantologia elettrosaldata sincristallizzazione

 

 

Saldatrice endorale e implantologia elettrosaldata (sincristallizzazione)

 

 

saldatrice endorale

saldatrice endorale

Chi ha inventato la saldatrice endorale? Ebbene sì, un italiano😊

L’implantologia elettrosaldata è di nascita italiana e fu introdotta dal dott. Pierluigi Mondani già nel lontano 1972 ma mai veramente diffusa nel mondo dell’implantologia piú comune, come siamo abituati a vederla. Personalmente ritengo tuttavia che abbia indubbi vantaggi in moltissime applicazioni.

Ma a cosa serve?

Il concetto che si vuole abbracciare sta nel principio di solidarizzare piú impianti fra di loro affinché si possa attuare il cosiddetto “carico immediato” con la piú alta sicurezza possibile nella prima delicata fase di integrazione implantare (almeno 3 mesi dal loro posizionamento). Utilissima anche in casi di osso al limite, dove l’implantologia classica sarebbe messa in crisi. Questo perché la tecnica si avvale anche di impianti monofasici (in un unico pezzo) con diametri piuttosto sottili e con filetti (spire della vite) ben rappresentati che trovano spazio in esigue porzioni ossee con grande stabilità. L’ intrinseca debolezza legata al diametro ridotto, viene compensata con numero solitamente piú alto di impianti utilizzati per la zona edentula, cercando nel contempo di formare dei tripodi, ovvero orientamenti implantari tali da permettere lo scarico delle forze masticatorie in modo ottimale, senza gravare mai su un solo impianto.

Implantologia elettrosaldata

elettrosaldatura orale

Dopo avere descritto sommariamente la filosofia di questa metodica, dobbiamo abituarci a vedere una serie di impianti con un tondino di titanio che li unisce fra loro ed é appunto per questo che si dovrà utilizzare la saldatrice endorale.

Come agisce la saldatrice endorale?

Questa attrezzatura non ha naturalmente niente a che fare con le saldatrici di una officina meccanica….infatti unirà le parti di titanio con una brevissima ed intensissima scarica elettrica (assolutamente innocua per il paziente) che concentrerà il calore su un unico piccolo punto di contatto fra le parti di titanio da unire, ma per un tempo cosí piccolo che null’altro fará in tempo a essere scaldato! La struttura cosí ottenuta, sará successivamente ricoperta dalla dentatura dopo pochi minuti dall’immissione degli impianti (il carico immediato). Salvo casi particolari, si tratterà però di un provvisorio in resina che avrà ancora funzioni limitate, e che sará successivamente sostituito dal manufatto definitivo ad integrazione ossea completa (circa 3 mesi o piú).

barra saldata schema

barra saldata schema

A questo punto la strada puó prendere due direzioni:

  • la barra puó essere levata e gli impianti saranno usati come radici standard
  • la barra verrà lasciata e la protesi definitiva sará adattata alla struttura cosí com’é

Se talvolta la scelta può essere una opzione dell’operatore, altre volte invece, se la carenza di osso era notevole, sará prudente lasciare gli impianti uniti per avere la massima garanzia di tenuta nel tempo.

Pro e contro

Come tutte le metodiche anche questa ha vantaggi e svantaggi. Ecco qui un breve elenco delle considerazioni che ne ho dedotto osservando un certo numero di casi:

  • Permette uno straordinario carico immediato
  • É rapida
  • É piú economica dell’implantologia fatta con impianti bifasici standard (impianti con moncone da avvitare e diametri piú ampi
  • É meno estetica
  • Pulizia delle aree sottosanti piú difficoltosa
  • Eccellente in aree di osso scarso dove l’alternativa per usare impianti piú standard non puó che essere il ricorso a pratiche invasive come il rialzo maggiore del seno mascellare, innesti ossei a blocco, o rigenerazione guidata dell’osso con membrane e particolati di vario genere….tutte molto valide, ma che inesorabilmente alzano i costi ed i tempi di attesa per avere denti “nuovi”……

Ma la saldatrice endorale serve anche a recuperare impianti rotti o danneggiati

In molte occasioni ho avuto modo di rimediare impianti vecchi e danneggiati con l’ausilio della sincristallizzazione, destinati (secondo il concetto classico) ad essere espiantati. Inutile che mi dilunghi sul vantaggio biologico ed economico ed ai ringraziamenti entusiastici dei pazienti. 

A puro titolo esemplificativo mostriamo qui un esempio di recupero:

Il caso:

Una paziente aveva interiormente un impianto cassico che si era svitato da 2 anni! Il gioco che si era creato fra i componenti aveva consumato gli spigoli degli esagoni che impedivano la rotazione dei componenti……(ulteriori chiarimenti su questo topic)

Impianto con esagono esterno spanato

Impianto con esagono esterno spanato

 

diciamo brevemente che avendo perduto la stabilità fra i componenti, avrebbe dovuto essere levato e sostituito da un altro impianto. Quindi rifatta la corona in ceramica sovrastante ed infine rifatto anche lo scheletrato che si agganciava all’impianto stesso (tempi biblici e spesa rilevante!).

Come si vede nella figura seguente una volta serrata la vitina, è bastato saldare il moncone in titanio al suo impianto, per renderlo nuovamente fisso ed utilizzabile con la vecchia protesi…..il tutto con una spesa risibile. 

2016-08-25 07.32.45

ElettrosaldaturaImpianto con esagono esterno spanato endorale

alcune domande inerenti che mi sono state poste dai miei pazienti.

D. É vero che l’implantologia elettrosaldata viene eseguita senza dare punti? (flapless). R. Non sempre…la tecnica flapless puó essere impiegata con qualsiasi impianto ed a volte non é prudente eseguirla…..talvolta é meglio vedere la cresta ossea con un lembo e accettare qualche punto di sutura.

 

D. Mi hanno detto che con questa tecnica si usano impianti di “vecchia generazione”. R. Si possono usare impianti di ogni genere, ma mi sento di affermare che alcune volte bisognerebbe benedire alcuni impianti ritenuti “vecchi”….in questo senso si sta comunque facendo un passo indietro rivalutando vecchi disegni implantari e abbandonando alcuni nuovissimi impianti….a voi le conclusioni.

 

D. Ho sentito dire che la pulizia é difficoltosa. R. La pulizia é difficoltosa come in tutti i casi di protesi complessa…..Inoltre il principio della barra (quella sotto accusa), non é esclusiva della elettrosaldatura. La famosa barra di Ackermann viene usata con protesi mobili e fisse da decenni con piena soddisfazione dei pazienti.

Per finire direi che possiamo mostrare un caso svolto realmente e che mi pare didatticamente idoneo