Dott. Andrea Piana da 25 anni dentista a Verona

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Impronta dentale digitale

Impronta dentale digitale e tecnologia CAD/CAM (il futuro è oggi)

Lo studio del dott. Piana è orgoglioso di presentare l’ultimo ritrovato tecnologico del settore dentale:

Lo scanner intraorale!

Impronta dentale digitale

 

 

 

Impronta dentale digitale vs. impronte tradizionali

L’impronta tradizionale coinvolge molteplici materiali potenzialmente forieri di errori e difetti come vuoti, bolle d’aria, o un’impostazione impropria e distorta dovuta a difetti di indurimento o a movimenti spontanei del paziente durante il rilevamento.

  Un grandissimo vantaggio dell’ impronta dentale digitale sta proprio nell’ eliminare gran parte del lavoro associato alle impronte tradizionali e a ridurne drasticamente gli errori.  Questo si traduce immediatamente in risparmio di tempo, sia durante l’appuntamento per l’impronta che per la consegna dei restauri.

D’altra parte, una scansione digitale consente al dentista di visualizzare l’immagine “positiva” (e non negativa come per l’impronta in silicone) e di poterla ingrandire e valutare con attenzione. Gli errori possono essere corretti immediatamente, prima di presentare l’impronta al laboratorio. Con dell’impronta digitale viene registrato anche il “morso” (mostra cioé come i denti superiori e inferiori si incontrano) ed è visibile immediatamente sul monitor.

Il sistema, inoltre, indicherà a colori se vi sono aree del dente inadeguate per la preparazione della protesi. Questo consente ai dentisti di modificare la preparazione del dente immediatamente per garantire che i restauri proposti siano giusti comodi e funzionali fin da subito.

Se un’area dell’impronta è mancante nella scansione digitale iniziale, il software consente all’operatore di “patchare” la scansione, senza ripetere tutta l’impronta daccapo.

Con la tecnologia dell’impronta digitale scansioni aggiuntive possono essere stratificate sul modello virtuale originale per migliore ulteriormente l’immagine senza creare errori o sostituire “incollando”, aree che non ci piacevano. Questo è esattamente il contrario di un’impronta fisica tradizionale!scansione dentale digitale

 

 

Cosa si faceva prima?

 

impronta classica col silicone     Chi non ha mai provato nella propria bocca la pasta da impronta del suo dentista? Credo molto pochi! Forse alcuni di voi hanno provato anche una sgradevole sensazione di stimolo al vomito….insomma inutile negarlo: non piace a nessuno quella pasta che deve indurirsi in bocca per quei minuti interminabili.

Cosa si fa oggi e nel futuro

impronta dentale digitale     Ebbene, forti dell’avanzamento tecnologico nel nostro studio abbiamo introdotto  l’impronta dentale digitale. Una gran bella conquista. Ormai in bocca non passa piú un portaimpronte colmo di materiale, ma una sofisticata penna ottica (scanner intrarale), che elabora in tempo reale un modello tridimensionale della dentatura con una precisione al micron che si materializza nello schermo davanti agli occhi sempre divertiti del paziente! Niente più modelli in gesso, ma sofisticati duplicati della dentatura ricavati da avveniristiche stampanti 3D e protesi elaborate da fresatori digitali che lavorano con una precisione strabiliante e grande velocità. Il file ricavato da queste elaborazioni viene spedito via internet in tempo reale al centro di fresaggio e messo “in macchina” per la costruzione di ponti, corone in ceramica, zirconio, composito, o anche provvisori in resina, modelli studio e quant’altro…… e tutto ciò con una straordinaria precisione.

Gli enormi vantaggi della tecnologia CAD/CAM

 

Le impronte ottiche digitali aumentano in modo significativo l’efficienza, la produttività e la precisione, infatti tali impronte si possono spedire al laboratorio via e-mail ed in molti casi si possono avere i restauri realizzati in giornata, accelerando così il trattamento del paziente e riducendo la necessità di molteplici visite ambulatoriali.

Ma non solo…..:

  •   La qualità dell’immagine dell’impronta rende i restauri veloci e migliori
  •   Meno tempo speso sulla sedia del dentista
  •   Non c’è bisogno di materiali da impronta di cattivo gusto e sensazioni sgradevoli
  •   Meno ansia da parte di tutti (dentista compreso:-)
  •   Eliminazione totale di inesattezze dovuta all’uso dei materiali classici come il silicone ed il gesso che sucessivamente andrebbe utilizzato per i modelli, con conseguente diminuzione degli errori sui restauri
  •  La scansione dei denti in fase di restauro, così come i denti antagonisti ed il “morso”, solitamente registrato con la cera (altra possibilitá di errore…), può essere completato in appena tre-cinque minuti.
  •  È piú ecologica, infatti l’impronta digitale può essere memorizzata elettronicamente per sempre, il che consente di risparmiare spazio e carta, nonché materiali siliconici e gesso, che notoriamente sono difficili da smaltire.

Questo si traduce in velocità di escuzione,  qualità elevata con logico risparmio di tempo e denaro….infatti gli inevitabili tradizionali aggiustamenti in corso d’opera sono ridottissimi se non assenti, con grande soddisfazione del paziente e del dentista.

Di impronta dentale digitale ne parla anche l’autorevole rivista “Il Dentista Moderno” confermando in pieno quanto appena scritto.

Benvenuti nel futuro… lo percorreremo assieme!

 

 

Introduzione implantologia

IMPLANTOLOGIA

Capire cos’è

INTRODUZIONE

Nonostante la enorme diffusione dell’implantologia, mi sento rivolgere ancora molte domande sull’argomento, denunciando così la presenza di tante lacune nelle persone “non addette ai lavori”. Ecco quindi l’idea di preparare una sezione quasi esclusivamente dedicato all’argomento, cercando di spiegare in modo semplice che cosa è un impianto, per chi è idoneo, quali risultati è possibile ottenere…e perchè no, capire in che mani stiamo riponendo la nostra salute orale.

 

E’ dunque chiaro fin da ora che mi rivolgo a gente comune che vuole sapere, senza impazzire con tecnicismi incomprensibili, cosa fare in ambito implantare con la lettura di questa semplice (e generica) guida. E’ bene essere consapevoli che le tecniche avanzano ad una velocità tale che non sempre rendono possibile un aggiornamento costante su questo sito, ma per farsene un’idea, sarà più che sufficente, anche perchè nonostante le numerose varianti tecniche, i capisaldi sono rimasti sostanzialmente gli stessi. Spero così di dare un aiuto a quanti amano curiosare sull’argomento, ritenendomi soddisfatto se almeno qualcuno trovera una risposta.

 

 

La storia dell’implantologia:vai

Pulpite sintomi cause rimedi

Pulpite dentale cosa è?

Pulpite sintomi

La pulpite dentale è un’ infiammazione della parte interna del dente (polpa) che contiene vasi, nervi e tessuti vari che alimentano e formano nuova dentina nel corso della vita.

Cause della pulpite

Pulpite per carie

Le cause dell’infiammazione sono veramente tante.  Giusto per fare un elenco semplificato annoveriamo:

  • Carie
  • Traumi
  • Bruxismo
  • Alimentazione con cibi acidi
  • Spazzolamento errato
  • Parodontosi (piorrea)
  • Malattie debilitanti
  • Cause sconosciute

Però occorre precisare che nella stragrande maggioranza dei casi la pulpite origina dalle carie dentali.

Genesi 

Tutto ciò che produce uno stimolo infiammatorio può portare ad una pulpite e come tutte le infiammazioni, anche nel dente si crea edema (nella pelle è il gonfiore) ed iperemia (nella pelle è l’arrossamento). Il guaio è purtroppo che nel dente non abbiamo la possibilità di produrre un gonfiore in quanto tutto è racchiuso in una scatola ossea rigida (camera pulpare) e inesorabilmente questa pressione interna può rendere la circolazione sanguigna talmente difficoltosa, da portare il dente alla necrosi (morte della polpa dentale) dopo un vario periodo caratterizzato dai sintomi.

Sintomi

I sintomi sono essenzialmente caratterizzati da una spiccata sensibilità termica soprattutto al freddo, dolore al tocco, anche del semplice spazzolino, ma il dolore può essere anche costante, pulsante e/o a scosse. È tipica anche la sensibilità al contatto del dente con gli zuccheri che nelle fasi iniziali puo essere un utile campanello di allarme. L’entità del dolore è comunque variabile da caso a caso, ma in genere è ingravescente se non si interviene sulle cause.

Evoluzione

Se lasciata a se stessa, la pulpite può anche spegnersi da se (pulpite reversibile), ma sperare nel colpo di fortuna non ci sarà di grande aiuto soprattutto se la causa sia da ricondurre ad una carie. La maggior parte dei casi, dopo un periodo caratterizzato dai sintomi su citati, la pulpite diventa irreversibile e subentra la necrosi della polpa. A questo punto si instaura una fase transitoria di benessere variabile da alcune settimane a qualche mese nei casi fortunati,  passata la quale si entra nella fase infettiva per la quale si dovrà ricorrere poi alla cura canalare.

Rimedi

I rimedi sono ovviamente riconducibili all’eliminazione delle cause che per la gran parte  sono, come già detto, delle carie. Però possono essere di aiuto anche i farmaci analgesici ed antinfiammatori che se non altro, attenuano la sintomatologia in attesa dell’intervento del vostro dentista. Gli antibiotici non sono di elezione, ma diventano necessari qualora si instauri la necrosi dentale.

Se la pulpite è in fase acuta ed i sintomi non ci lasciano più vivere, non rimane che devitalizzare il dente o, alla peggio, estrarlo se non 

  Conclusioni: prevenire!

Credo sia superfluo sottolineare quanto sia utile attivarsi ai primi sintomi e non agli ultimi! Spesso sono avvisaglie di poco conto, ma che se bene interpretate salvano denti e portafoglio ed evitano calvari inutili. Se il vostro dentista è meticoloso, saprà indirizzarsi verso la soluzione molto, ma molto prima che si debba ricorrere alle estrazioni ed alle devitalizzazioni……meditate.

 

Incappucciamento pulpare


Incappucciamento diretto della polpa dentale 

L’ incappucciamento pulpare del dente è una procedura necessaria quando a seguito di una carie o una frattura di parte del dente si espone appunto una parte della polpa. Lo scopo dell’intervento è di mantenere vitale il dente….cosa non di secondaria importanza se consideriamo che la devitalizzazione (unica alternativa in questi casi) è una mutilazione del dente e quindi va evitata se non necessaria. Nella fig.1 la struttura di un dente normale e nella fig.2 lo stesso dente ma con carie da trattare.

 

 

Procedura dell’ incappucciamento pulpare

(Endodonzia)

 

Incappucciamento pulpareDurante la pulizia della dentina cariata (fig.3) può accadere che si apra la camera della polpa. Solitamente l’infiammazione e/o l’infezione che ne consegue, porta alla morte del dente (necrosi) così frequentemente che si preferisce, se la lesione non è minimale, anticipare gli eventi ed effettuare subito la devitalizzazione.

Se si opta invece per l’incappucciamento, occore essere delicati sia nella pulizia dell’area che nella apposizione di quei prodotti (liners) che agevolano la guarigione (fig 4). Si tratta perlopiù di idrossido di calcio veicolato in vario modo da addittivi che solidificandosi rendono stabile il tutto. Finalmente, sopra tutto questo, viene effettuata una ricostruzione (otturazione) standard (fig.5).

 

Il successo è garantito? 

Purtroppo no….

Ha funzionato:

Il decorso inizia spesso con sensibilità termica che va scemando lentamente in giorni/settimane normalizzando il quadro completamente. Tuttavia, poiché i problemi si possono avere anche a distanza di alcuni anni,  si può parlare di successo pieno solo dopo almeno 5 anni di silenzio sintomatico. 

Non ha funzionato:

La sintomatologia non si risolve e la sensibilità può aumentare parecchio. A questo punto il dente è in pulpite e non tarderà ad entrare in necrosi. Questo evento viene salutato con favore dal paziente perché i sintomi cessano di colpo, ma si tratta di una vittoria temporanea perché presto subentrerà l’infezione con i sintomi ad essa correlati. Per tornare in salute occorre ormai una cura canalare.

Forse ha funzionato…..

Esistono infine i casi dubbi. Sono quelle situazione in cui abbiamo sintomi vaghi e persistenti che, ben sopportati nel tempo dal paziente, non vengono seguiti da ulteriori approfondimenti. In alcuni casi la necrosi viene seguita dalla mummificazione della polpa senza infezione manifesta che permette un buon utilizzo del dente anche cosi. Non bisogna fare troppo conto su questa eventualità perché è percentualmente poco probabile…..

Conclusioni

È un intervento da tentare solo se la lesione è minima, anche considerando che il numero dei successi non è elevato, specialmente se il paziente non è un giovane. Tuttavvia trovo che sia un atto di coscienza professionale e comunque l’unica alternativa per  salvare il dente dalla devitalizzazione. 

 

I candidati all’ Implantologia

 


Implantologia: i candidati

Malattie e stile di vita: un fattore chiave per gli impianti ?

Forum dentistico

Anamnesi (cioè la tua storia)

Nonostante i numerosi progressi medico-scientifici degli ultimi anni, esistono ancora dei pazienti per cui l’implantologia è molto difficile o impossibile. Ed è per questa ragione che il medico raccoglie dei dati a volte dall’apparente stranezza, ma che ai fini diagnostici rivestono invece notevole importanza…. per esempio è molto importante capire oltre le condizioni di salute  e la presenza di eventuali allergie, anche alcune abitudini alimentari o  vizi quali il fumo, l’alcol o la droga.

Tutti questi fattori possono infatti influenzare il successo implantare . Va comunque osservato che tutto il personale dello studio è tenuto al segreto professionale perciò tutto quello che verrà confidato nell’indagine rimarrà fra quelle mura . Quindi non bisogna avere paura delle domande poiché sono i presupposti della riuscita .

La diagnosi di malattia

L’elenco delle affezioni che possono compromettere o vietare in modo assoluto il ricorso alla implantologia è lungo. Ecco qui un breve elenco delle più comuni :

  • DIABETE GRAVE : In realtà non rappresenta una controindicazione assoluta se ben controllato dai farmaci e dall’insulina, ma in caso di malattia scompensata è bene rinunciare.
  • IMMUNODEFICIENZE : Controindicazione ASSOLUTA. Il deficit immunitario espone troppo alle infezioni.
  • MALATTIE AUTOIMMUNITARIE : Sono malattie con abnorme risposta del sistema immunitario, Il LES o l’ARTRITE REUMATOIDE per esempio.Vanno valutate caso per caso. Inoltre queste malattie sono tenute sotto controllo con farmaci (cortisonici ad alte dosi, immunodepressori vari) di per sé già pericolosi per necrosi ossee nelle aree manipolate dal chirurgo.
  • EPATOPATIE : Ovvero le malattie del fegato quali le epatiti virali di tipo A , B o C. Se non in fase acuta non rappresentano un grosso problema. Diverso invece in caso di CIRROSI EPATICA dove il contesto generale può imporre il veto assoluto all’implantologia .
  • ALLERGIE : Rappresentano un problema solo se dirette verso farmaci che intendevamo usare nel protocollo (es.penicilline) .
  • TUMORI : Controindicazione ASSOLUTA solo nei pazienti con condizioni generali scadenti, in chemioterapia o radioterapia recente nelle aree ossee dove si dovrebbe operare( 3 mesi prima). Patologie tumorali dei mascellari risolte da anni  non costituiscono alcun problema medico se non per l’alterata morfologia o per esigua quantità ossea residua.
  • OSTEOPOROSI : Frequente nelle donne in menopausa , non rappresenta in se un grosso problema anche in casi gravi se non fosse per il recente (e frequente) uso di farmaci della categoria dei BIFOSFONATI che espongo ad osteonecrosi della mandibola dopo manipolazione chirurgica; rischio che peraltro rimane anche dopo anni dalla sospensione della terapia. La valutazione  è riservata al medico.
  • ALTRI PROBLEMI OSSEI: la presenza di cavità cistiche , residui di granulomi post-estrattivi , sequestri ossei, pneumatizzazione del seno mascellare, creste atrofiche…. proprio nelle aree dove dovremmo operare, impongono ulteriori fasi chirurgiche, ma non rappresentano un ostacolo insormontabile .
  • CARDIOPATIE : La chirurgia in presenza di gravi cardiopatie può esporre al rischio di gravi batteriemie. Per cui oltre alla obbligatoria profilassi antibiotica il tutto deve essere concertato col cardiologo che potrà eventualmente consentire o proibire l’intervento e nel caso armonizzare la terapia.
  • MALATTIE MENTALI : Controindicazione ASSOLUTA .
  • ABITUDINI COMPORTAMENTALI ED IGIENE ORALE : L’abuso di alcool e il vizio del fumo , soprattutto se associate , sono una controindicazione all’uso degli impianti per le gravi implicazioni di carattere parodontale che comportano. Pur avendo impiantato molti pazienti fumatori, non manco mai di fare firmare una informativa che spiega dettagliatamente i rischi che corrono e che rimangono sotto la loro personale responsabilità. Negli Stati Uniti infatti il fumo e motivo di controindicazione assoluta! L’uso di sostanze stupefacenti , si accompagnano ad una alimentazione riflessa ricca di zuccheri accompagnata purtroppo ad una  igiene orale assai scadente…è consigliabile lasciare perdere. I pazienti con igiene orale scarsa  invece devono fare una scelta: o si lasciano rieducare ad una scrupolosa pulizia quotidiana o dovranno rinunciare all’implantologia, perché foriera di ulteriori perenni fastidi legati alle inevitabili infiammazioni e infezioni. Ricordiamo che una buona igiene orale perdona anche lavori NON eseguiti a regola d’arte ed ancora una cattiva igiene orale condanna lavori perfetti! 

 

IL PERCOSO IMPLANTARE (dalla visita all’impianto) VAI

Ortodonzia Verona

ORTODONZIA (ortopedia orale funzionale)

 

Capire cosa è e quando va fatta

L’Ortodonzia spesso viene considerata come quella branca dell’odontoiatria che serve per avere i denti dritti.

Nel nostro Studio, preferiamo parlare di Ortopedia Orale Funzionale, ossia la parte dell’Ortodonzia che tiene più in considerazione la biologia e lo sviluppo della bocca.

Il suo scopo è quello di influenzare il sistema neuromuscolare della bocca, in modo tale da guidare la crescita delle strutture ossee (palato e mandibola) e ottimizzare l’eruzione successiva dei denti permanenti. Quindi, il principale obiettivo di questa disciplina è rivolto ad eliminare, fin dal principio, tutte quelle cause che portano allo sviluppo e/o al perpetuarsi di una malocclusione
agendo sia sulle ossa sia sui denti.

Perchè è importante fare ortodonzia precocemente?

Nel bambino in crescita preferiamo entrare “in punta di piedi”, senza forzare il cervello, le ossa, ed i denti ad adattarsi bruscamente a qualcosa di esterno e innaturale. Usiamo molto spesso
apparecchi completamente mobili che sostanzialmente non si agganciano ai denti (definiti anche “galleggianti”) e che sono attivati dal paziente stesso con le contrazioni muscolari ed i movimenti
naturali della mandibola.

Successivamente, al termine della permuta dei denti e solo se neccessario, interverremo con altre apparecchiature anche fisse…ma solo per un semplice allineamento dei
denti in una bocca già armonizzata, dove la masticazione è già fisiologica ed i rapporti scheletrici sono stati  corretti in precedenza.

Partendo tardivamente,  le cose possono cambiare, infatti il compromesso è dietro l’angolo e la spesa è anch’essa spesso più alta….

Proprio per questo, ricordiamo ai genitori che è bene fare un controllo della bocca dei loro bimbi già quando erompono i primi denti permanenti (tipicamente gli incisivi e i primi molari)

QUALI SONO LE MALOCCLUSIONI PRINCIPALI IN ORTODONZIA?

Morso coperto

morso coperto

morso coperto

Quando i denti frontali superiori coprono almeno la metà di quelli inferiori; è spesso dovuto alla struttura scheletrica del paziente, pertanto, la sua correzione è bene farla in fase di
crescita.

Morso aperto

morso aperto

morso aperto

Quando tra i denti frontali superiori e quelli inferiori è presente uno spazio; può essere dovuto ad un tipo di struttura scheletrica ereditaria, ma spesso è causata da una scorretta
postura linguale.

Morso incrociato

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore

morso incrociato posteriore

morso incrociato posteriore

Quando i denti superiori chiudono all’interno rispetto a quelli inferiori; può essere laterale e/o frontale; solitamente, è dovuta alla presenza di un palato poco sviluppato, pertanto, è
fondamentale intervenire il prima possibile.

Disallineamento dentale

dentatura disallineata

dentatura disallineata

Quando i denti non sono correttamente allineati ed i denti superiori non ingranano bene con quelli inferiori; spesso si riscontra nelle bocche aventi piccole dimensioni e denti grandi, anche in questo caso è fondamentale intervenire in fase dicrescita, in quanto è possibile stimolare la crescita della bocca del bimbo e ottimizzare gli spazi per la successiva permuta dei denti.

Esistono altri casi da trattare ortodonticamente?

…Si, esistono molti altri casi di ordine estetico come il classico dente storto, ruotato o semplicemente disallineato, che spingono anche l’adulto ad interpellare il dentista per rimediare. Ma non solo, talvolta allargare uno spazio prima di mettere un impianto o fare una protesi fissa potrebbe essere un’ottima idea per riportare la dentatura alla condizione originale.

Si può evitare la “ferraglia” in bocca?

Sì, agendo con apparecchi mobili, con attacchi bianchi, con l’ortodonzia linguale (dove possibile) o con metodi stile INVISALIGN che utilizzano mascherine trasparenti…e se volessimo anche con attacchini colorati e spiritosi!

 

Attacchi trasparenti

Attacchi trasparenti

Attacchi colorati

Attacchi colorati

Ortodonzia con mascherine stile Invisalign

Ortodonzia con mascherine stile Invisalign

Ortodonzia linguale

Ortodonzia linguale

 


 Ma rimediare si può…..

Da notare che con la crescita tutti i casi miglioreranno ancora in quanto già correttamente indirizzati verso la giusta occlusione

Caso con disallineamento

 

ortodonzia in disallineamento

Disallineamento prima

ortodonzia in disallineamento

Disallineamento dopo


Caso con morso aperto

Ortodonzia per Morso aperto

Morso aperto prima

Ortodonzia per Morso aperto

Morso aperto dopo


Caso con morso morso coperto

Ortodonzia per Morso coperto

Morso copero prima

Ortodonzia per Morso coperto

Morso coperto dopo


Caso con morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore prima

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore dopo

Impianto zigomatico

Impianto zigomatico

L’impianto zigomatico rappresenta sicuramente una conquista della moderna implantologia.schema anatomico impianto zigomatico

Sono impianti molto particolari

Si tratta di Impianti destinati al ripristino della dentatura superiore. Sono solitamente piuttosto lunghi (anche 4 o 5 centimetri) e si alloggiano nell’osso zigomatico al di sotto del orbita oculare, ma solo dopo avere attraversato spazi vuoti piuttosto ampi nei quali la vite è solo passante e non ha alcun ancoraggio…e come se mettendo una vite sul muro, incontrassimo uno spazio vuoto iniziale, prima di trovare una parte resistente ma lontana dal punto di ingresso. Spiegare al profano il percorso anatomico di questa vite è complesso e forse anche inutile, accontentiamoci di comprendere che non è cosa semplice….galleria-impianti

A chi è destinato?

Questo impianto è riservato solitamente a pazienti che hanno avuto gravi perdite ossee e nel quale non è possibile pianificare una implantologia di tipo più tradizionale. Le perdite ossee di cui parliamo sono o di tipo naturale e cioè conseguenti ad una atrofia progressiva e spontanea dell’osso rimasto a lungo senza denti, o conseguenti a patologie tumorali od ancora coseguenti a grossi traumi faciali.schema-anatomico-impianti-zigomatici

Dove possiamo fare l’intervento?

 

Tali impianti non possono purtroppo essere inseriti in ambiente ambulatoriale, ma esclusivamente ospedaliero, poiché necessitano di anestesia generale ed di una completa organizzazione maxillo facciale che possa intervenire nel caso in cui qualcosa non vada per il verso giusto, infatti l’area antomica in cui si alloggiano è molto vicina all’orbita oculare e ad altre delicate aree craniche per il rispetto delle quali occorrono estrema perizia, apparecchiature idonee ed ambiente protetto. Sono tutte queste le ragioni che ci spingono a chiedere adeguate consulenze nei casi in cui sia richiesta tale pratica.

Avrò i denti subito? (carico immediato)

Come per gli altri impianti anche con questi  si può, quando possibile, ricorrere al carico immediato, cosa che solitamente avviene nelle atrofie naturali, mentre in altri casi è consigliabile aspettare alcuni mesi (generalmente quattro) prima di ancorarci sopra una dentatura.

Potrò metterli con guida computerizzata?

Anche se si tratta di Impianti piuttosto recenti e moderni, e quindi nati parallelamente a tecnologie molto avanzate, il loro inserimento viene fatto interamente “a mano”….senza cioè una guida computerizzata.  la ragione di ciò risiede nel fatto che l’angolazione di inserimento è molto sacrificata e la lunghezza del l’impianto è importante. Inoltre le delicate strutture da attraversare implicano una visuale chiara e diretta e non alla cieca, come accadrebbe servendosi di guide computerizzate.impianto-zigomatico-schema

Conclusioni

In conclusione possiamo affermare che si tratta di un grande ritrovato dedicato a casi estremi sicuramente non routinari in cui non è materialmente possibile un’alternativa per ottenere una dentatura fissa superiore e che può essere sviluppata esclusivamente in ambiente ospedaliero. 

Devitalizzare un dente

 

 

 

Devitalizzare un dente….(cura canalare) come quando e perché

 

 

 

Devitalizzare un dente è una delle più comuni pratiche odontoiatriche quotidiane. In buona sostanza si toglie la vitalità del dente. Questo forse lo sanno tutti, ma perché tutto ciò si renda necessario, è probabilmente meno noto.

Una breve premessa perché tutto sia poi chiaro…ma come è fatto un dente?

È necessario comprendere che il dente al suo interno ha una parte vitale ospitata in una cavità ossea, questa parte è costituita principalmente da un vaso e da un nervo, ed altre cellule. La loro funzione principale è la formazione del dente, ma anche a sviluppo ultimato, queste cellule  producono , ritirandosi lentamente all’interno del dente, nuova dentina dura.

Una splendida funzione anti-usura!

Devitalizzare un dente - anatomia del dente

anatomia del dente

Questa funzione non è cosa da poco, perché il nostro splendido organismo, prevede che col passare degli anni, l’usura dei denti potrà essere contrastata solo dall’apposizione di nuovo tessuto duro ad opera di questa parte vitale in modo che l’usura naturale del dente trovi sotto altro dente da utilizzare!

E se lo “spolpiamo” che succede?

Per nostra fortuna, anche senza questa struttura, il dente può assolvere la sua funzione, anche per decenni, ma andrà comunque molto lentamente incontro ad un declino. Ovvio che se opereremo una devitalizzazione a 40 o 50 anni di età, probabilmente finiremo la nostra esistenza senza che si crei un problema, ma se fossimo costretti a farla a 20 anni, la cosa potrebbe cambiare, e dopo 20 o 30 anni (periodo molto variabile e bizzarro), una serie di inconvenienti potrebbero portare il dente a “fine corsa”.

Ma perché occorre devitalizzare un dente?

Disgraziatamente, oltre le normali funzioni, la polpa vitale del dente trasporta anche il dolore e la sensibilità termica, e come se non bastasse, in caso di morte della suddetta polpa (vedi forum sulla necrosi), sarà anche cibo per i batteri della bocca, che sfoceranno con ogni probabilità in ascessi (infiammazione acuta e dolore spiccato) o granulomi (infiammazione cronica e dolore lieve e continuo).

Questi fenomeni si verificano nella stragrande maggioranza dei casi per:

  1. carie importanti.
  2. ricostruzioni del dente che interessino una eccessiva vicinanza alla polpa.
  3. rotture accidentali del dente che scoprano la polpa (fratture).
  4. fattori misconosciuti che infiammano la polpa (e spesso la fanno morire)….. che non sono poi cosí rari.

Comunque, qualsiasi sia la causa dell’infiammazione, alla fine il dente tende a morire (necrosi) non prima di avere rotto le scatole abbondantemente! (Vedi argomento sul forum “la pressione sul dente mi provoca dolore”)

Ecco la sintomatologia che più comunemente si presenta nell’ordine di comparsa:

  1. sensibilità spiccata al freddo,
  2. scomparsa dei sintomi. Il dente è morto e ci illudiamo che tutto sia finito, ma subentrerà la fase infettiva e quindi passiamo alla fare 3
  3. dolore quando si tocca il dente o si mastica. Inizialmente è spesso poca roba, e può rimanere così anche per anni. Vuol dire che il dente ha scelto di avere una infiammazione cronica.
  4. l’alternativa a questo decorso benigno è invece l’ascesso purulento con dolore forte e gonfiore della parte.
  5. Con il tempo il dente diventa più scuro ed in genere non saremo più invogliati a masticarci sopra.

Comunque il sintomo principale per cui viene eseguita una devitalizzazione è senza alcun dubbio il dolore, vuoi che sia di origine esclusivamente nervosa(sensibilità al freddo, scosse) o di origine infettiva (dolore alla pressione, al caldo dei cibi o delle bevande, o spontaneo e pulsante). In ambedue le circostanze l’intervento viene salutato con favore dal paziente ed i sintomi tendono a regredire, talvolta drasticamente ed altre volte con una certa latenza, ma non mancano le volte in cui perdura alcuni giorni anche dopo l’intervento. Ciò è dovuto principalmente al fatto che se vi è un’infezione, questa può avere interessato i tessuti vicini al dente, ed in questo caso senza una cura antibiotica di accompagnamento si concluderà poco nel breve periodo.

 


 

Procedura chirurgica per devitalizzare un dente

Ora è il momento del dentista! Egli dovrà innanzitutto forare il dente per arrivare alla polpa…la si rimuove e quindi si accede ai canali delle radici per pulirli levigarli a dovere fino alla fine della radice, nel modo più preciso possibile, e quindi si richiudono usando materiali appositi. Conclusa questa operazione, si ripristina il dente con una otturazione o con una corona protesica (detta anche capsula o porcellana), quest’ultima opzione è necessaria qualora la distruzione del dente lo imponga. Nessuna paura invece per l’intervento. Grazie all’anestesia oggi molto efficace, durante la strumentazione del dente non si avverte alcun disagio.

La devitalizzazione si conclude in una o più sedute, solitamente da una a tre, ma anche di più. Ciò dipende dalla procedura usata in quanto esistono parecchie varianti, nonché dall’operatore e da quanto il dente sia complesso….alle volte strappano più di un’imprecazione!

Ecco i passi fondamentali:

Devitalizzare un dente

Devitalizzare un dente (le varie fasi)

  1. Esame del dente e radiografia sono obbligatori segue dunque l’anestesia locale (che in taluni casi può anche essere evitata). È opportuno anche l’isolamento del dente tramite la diga di gomma affinché il campo rimanga il più possibile isolato dalla saliva del dente.
  2. Ora si esegue un foro nella parte superiore del dente per accedere alla polpa del dente, si cercano quindi i piccoli canali presenti nelle radici e si inizia la meticolosa pulizia e levigatura di questi canalini, tramite degli aghetti ruvidi (strumenti canalari). Questo passaggio è fondamentale e deve essere eseguito con precisione fino alla punta delle radici, con uno scarto massimo di un millimetro. Tutte le imprecisioni di questa operazione sono alla base del fallimento della cura canalare (si chiama così questa sequenza), e che si pagherà con eterni fastidi del dente il più delle volte a distanza di anni dall’intervento! (Vedi articolo sulle conseguenze di una devitalizzazione errata)
  3. Una volta eseguita la levigatura interna dei canalini, si procede alla loro chiusura tramite materiali appositi per sigillarlo completamente.
  4. Nelle sedute successive, ci si potrà dedicare alla ricostituzione del dente….una sola seduta se è richiesta una semplice otturazione, o 2, 3 o più sedute, se necessitiamo di una corona od altro.

 

Togliamo alcuni dubbi:

Dopo una devitalizzazione devo stare attento a qualcosa?

Finchè non è stato completato il ripristino del dente, è meglio non chiedergli troppo in termini di masticazione, perché è comunque più fragile. Una volta finito tutto si può usarlo come gli altri denti, anche se è provato che i denti devitalizzati sono un po’ più fragili dei loro corrispettivi denti vitali. Quindi tendenzialmente direi di non esagerare mai con cose troppo dure o con strappi violenti se il dente in questione fosse un incisivo.

Un dente devitalizzato può subire un’altra cura canalare……perché?

In questo caso probabilmente siamo davanti ad un insuccesso. Dopo una lunga vita professionale posso affermare di sicuro un paio di cose:

  • Evitare un insuccesso in questo campo è impossibile
  • La maggior parte degli insuccessi è dovuta all’operatore
  • Esistono denti impossibili da curare per le più svariate ragioni (canali non trattabili perché chiusi o introvabili, fratture del dente non visibili ad un primo esame, eccessiva distruzione del dente o ancora patologie accavallate che ne renderebbero comunque la vita breve)

È doloroso devitalizzare un dente?

Assolutamente no. Una buona anestesia rende questa operazione del tutto simile a ciò che si prova durante una banale otturazione.

Ma se metto una capsula devo devitalizzarlo prima? È nel caso che abbia già una capsula sul dente come farò a devitalizzarlo?

Innanzi tutto sfatiamo la credenza che un dente che deve essere ricoperto da una capsula, sia condannato alla devitalizzazione. Questo è un atteggiamento odontoiatrico del secolo scorso….la devitalizzazione è comunque una mutilazione e deve essere evitata quando possibile. Se invece mi ritrovo nella condizione di dover intervenire su un dente già rivestito da una protesi, posso provare a levare la protesi o nella peggiore delle ipotesi forare anche questa con molta attenzione fino a raggiungere la polpa del dente e trattarla normalmente.

Devitalizzare un dente può creare inconvenienti all’organismo?

Le statistiche scientifiche non hanno mai provato che la percentuale delle più comuni malattie sia aumentata in chi ha denti devitalizzati.

E se sono in gravidanza?

I controlli radiografici necessari per capire cosa fare sul dente sono minimali, ed in più molto localizzati alla bocca e lontani dal ventre, che viene comunque protetto da una barriera di gomma piombata che non farà correre rischi a nessuno. Ovviamente tutto ciò che può essere derogato dopo il parto è solo un atto di buon senso, ma in caso di dolore, infezione od altri disagi cronici, non avrei dubbi……devitalizzare. Ma voi ricordatevi sempre di farlo presente al dentista!!!

Se il dente è devitalizzato durerà di meno?

Come dicevo prima, un dente devitalizzato è un po’ più debole degli altri, ma non quanto uno si potrebbe aspettare. Inesorabilmente diventa meno elastico (più facilità alle fratture), a volte viene riassorbito dall’organismo nelle sue radici e….tende a diventare più scuro. Non enfatizziamo tutto questo….il processo dura decenni!!

E se non senti dolore devi devitalizzarlo lo stesso?

Le ragioni per cui un dente deve essere devitalizzato sono tante, e non tutte comprensibili per i non addetti ai lavori. Faccio solo un esempio: dovete fare una protesi costosa su un dente in necrosi (ragione valida per fare la cura canalare). Non senti dolore, ma potresti avere processi infettivi anche dopo anni che la protesi è stata finita…..metteresti a repentaglio un lavoro solo perché in quel momento non sentivi male?

Il consiglio che do a tutti, è di fidarsi del proprio dentista e dei suoi consigli! Casomai scegliete bene prima……il dentista 😉

—-Ne parla wikipedia—-

dentista a verona

Dott. Piana dentista a Verona

 

Implantologia-computer-assistita

Implantologia computer assistita (o computer-guidata)

Facciamo un po’ di chiarezza sul capitolo “Implantologia computer assistita”, altisonante, ma attenzione!

Implantologia-computer-assistita

Modello impianti computerizzato

L’implantologia computer assistita ( che svolgiamo nella nostra struttura…) nella sua prassi più comune non è altro che una pianificazione chirurgica fatta con particolari software per l’inserimento di impianti endo-ossei e la contemporanea costruzione di una protesi ancor prima del tempo chirurgico, che verrá inserita lo stesso giorno dell’intervento.

Quindi NON si tratta di vedere all’opera apparecchi cibernetici di origine aliena, ma di una simulazione di intervento che averra’ poi manuamente ad opera del chirurgo.

La prgrammazione può essere svolta in diversi modi. Il tutto inizia con uno studio radiologico particolare (TAC, DENTALSCAN) fatto con l’ausilio di una mascherina (una sorta di finta dentiera), che ha dei punti di riferimento visibili ai raggi, e che pemettono poi di costruire un modello tridimensionale dello scheletro faciale e di conseguenza una mascherina chirurgica con delle guide per l’inserimento “alla cieca” degli impianti (dima chirurgica).

dima chirurgica implantologia computerizzata

Dima chirurgica implantologia computerizzata

Dico alla cieca perché  si pianifica solitamente l’intervento senza aprire col bisturi i tessuti moli (gengiva)……condizione questa indispensabile per vedere direttamente l’osso a disposizione (tecnica Flap less).

Alcuni sostenitori della tecnica asseriscono che tale metodo permette di sfruttare al meglio la disponibilià ossea, anche in caso di spessori ridotti, evitando altri interventi maxillofacciali più impegnativi come il rialzo del seno mascellari o gli innesti ossei. Non credo che in mani esperte l’osso venga “sprecato” perché non abbiamo usato il sftware….mentre sono assolutamente concorde col fatto che la TAC Cone Beam oggi a disposizione, possa aprire gli occhi a più di un chirurgo!

Naturalmente non tutti sono d’accordo.

I limiti si trovano sopratutto proprio dove l’osso scarseggia. Infatti la lettura computerizzata non può tenere conto di tutte le variabili che sono invece appannaggio dellèsperienza e della “mano”. A ció si aggiunge il fatto che i tessuti ossei non completamente mineralizzati (es nelle estrazioni recenti o nelle infiammazioni ossee avenute pochi mesi prima), sono”visti” dai raggi x ancora meno.

Come se non bastasse, alcuni studi hanno poi messo in evidenza come ad una riapertura chirurgica dell’area “implantata” con tale tecnica, non fosse raro trovare le viti implantari non perfettamente allineate all’asse osseo causando cosí delle fenestrazioni (vedi foto) lungo il percorso del loro inserimento.

fenestrazione ossea

fenestrazione ossea

 

Ecco dunque che la mano del chirurgo resta ancora l’elemento principe e non puó essere pienamente sostituita dal semplice computer sopratutto nei casi ostici, dove piccole differenze dello spessore osseo, curvature ossee particolari e sensazione tattile della forza di inserimento delle viti, nonché forzature ed inclinazioni ad hoc durante la fresatura ossea da parte della mano del chirurgo, possono fare la differenza col software.

Altri casi in cui é ben agire con prudenza sono i quelli in cui dobbiamo fare implantologia post-estrattiva: infatti, il rimodellamento chirurgico della cresta non é facilmente prevedibile ed ecco che quindi ancora una volta fa la differenza èsperienza dell’operatore. In queste poche foto, alcuni esempi in cui senza una visione personale del campo, non si avranno risultati aprezzabili con nessun software che non sia accompagnato dal buon senso…..(vedi le foto)

cresta ossea sottile

cresta ossea sottile

cresta sottile con impianto

cresta sottile con impianto

cresta sottile con impianto ok

cresta sottile con impianto ok

In conclusione: Si tratta di una tecnica che ha sicuramente la sua utilità sopratutto per avere un’idea del progetto finale e della sua realizzazione, ma a tuttoggi piú onerosa rispetto a tecniche tradizionali e non sempre consigliabile.

 

Vuoi vedere come si sceglie il proprio implantologo? Vai alla pagina….

 

sbiancamento denti

 Sbiancamento denti: LASER sì o laser no? ….

 

 

Dopo averle provate tutte (o quasi), ci siamo soffermati su una tecnica di sbiancamento denti che ci ha dato (finalmente!), notevoli soddisfazioni.
Ormai il mercato offre tanti di quei metodi di sbiancamenti che quasi è difficile ricordarli tutti. Tutti però hanno un comune denominatore: usano l’ossigeno! Ricordo che tanti colleghi (e non solo), usano lo stratagemma di pulire bene i denti prima dello sbiancamento facendolo poi passare per il risultato di quest’ultimo…..E’ chiaro che questo fatto non c’entra niente con ciò che desideriamo ricevere e che sopratutto possiamo avere senza sborsare una bella cifra.sorriso con sbiancamento
Oggi, centri piccoli e grossi offrono sbiancature a pochi soldi, la cui efficacia è tutta da vedere. Starei piuttosto attento a non farmi danneggiare i denti e le gengive. Infatti, anche un’operazione in se abbastanza semplice, si può rivelare lesiva se non fatta con tutti gli accorgimenti previsti. Cito giusto per averne un’idea, una elevata e persistente sensibilità termica prodotta dagli aggressivi chimici che si usano, l’usura dello smalto dovuta ad una abrasione sconsiderata, le infiammazion gengivali perchè non adeguatamente protette durante la terapia, ed altre ancora più importanti anche se fortunatamente assai più rare.
Tempo fa ho voluto quindi provare su di me una sbiancata “test”, effettuata dopo una accurata pulizia preventiva di tutti i denti, ed agendo solo sulla parte destra dell’arcata con un laser diodo, per vedere il confronto con l’altra parte. Il risultato mi ha fatto trascendere….nessuno dei miei amici si è accorto della novità. Allora sono pasato allo sbiancamento con apposita lampada (fra l’altro pittusto costosa)…..stesso procedimento e stessa delusione.
È chiaro che non potevo permettermi di vendere una cosa il cui risultato era cosí poco convincente già per me!
La svolta l’ho finalmente ottenuta col procedimento illustrato nel video qui di seguito. Non è immediata perchè la fase preliminare prevede un’impronta delle arcate sui cui modelli il tecnico di labratorio costruirà delle mascherine di plastica “a misura” dei nostri dent che hanno la proprietà di accogliere in dei minuscoli serbatoi il prodotto sbiancante. Ora possiamo agire su due parametri: la concentrazione del prodotto-gel e la durata delle applicazioni, che vengono fatte a casa, quando se ne ha voglia ed in un tempo varabile da 2-3 ore ad una notte interna mentre si dorme. Questa é la fase in cui la messa a punto dello sbiancamento deve essere fatta dal dentista. Con una scala a colori in dotazione, si possono controllare i risultati….questa volta finalmente soddisfacenti.
Nel corso del trattamento i denti avranno na fase di porositá per cui è sconsigliabile bere cose coloranti come per esempio il té ed il caffè, o peggio fumare….ma a parte ció direi che non vi sono altre controndicazioni 😉
…Ed allora buoni sorrisi a tutti!

A proposito, dimenticavo che essendo le mascerine durevoli, lo sbiancamento può essere ripetuto tranquillamente a casa senza ulteriori costi parecchie altre volte.

 

Sbiancare un dente necrotico

Sbiancare un dente necrotico

 

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La perimplantite

La perimplantite

La perimplantite è una condizione di infiammazione dei tessuti adiacenti un impianto dentale e per lo più nella zona gengivale in cui fuoriesce il dente-impianto.

La zona si riconosce solitamente per l’arrossamento accompagnato molto sovente da gemizio purulento e dolore più o meno accentuato, ma mai paragonabile al classico mal-di-denti. Le cause di sicuro più frequenti sono una mancanza di igiene accurata, che se ben svolta, sventa quasi del tutto il rischio di perimplantite, è inoltre stata chiamate in causa una scorretta posizione masticatoria dell’impianto ma è innegabile che la genetica della gengiva svolga un ruolo decisivo in molte infiammazioni di questo genere. Non bisogna inoltre dimenticare che il fumo è un nemico giurato dei nostri impianti, associato ad un gran numero di queste situazioni. Va anche detto che se l’impianto non è inserito armonicamente, facilitando così le operazioni di pulizia, lasciamo il campo libero ai batteri con le sopradescritte conseguenze. Inoltre le ricerche hanno messo in evidenza che una volta instaurata, la perimplantite tende a recidivare con più facilità, per cui emerge l’importanza di non permettere ai batteri di vincere neanche la prima battaglia!

peri-implantite

Come si presenta una peri-implantite

Cosa succede col tempo?

L’osso sottostante, disturbato dai batteri tende a recedere in un tempo più o meno veloce, scoprendo porzioni di metallo a volte in modo molto evidente. Sarei però un bugiardo se dicessi di avere visto spesso perdere completamente un impianto per perimplantite. Infatti, anche con soli pochi millimetri di adesione all’osso, gli impianti di titanio dimostrano un attaccamento alla “vita” sorprendente, lasciandoci masticare con tranquillità per molti anni ancora. Questo però non significa che bisogna trascurare questo evento…..infatti se non si facesse quell’atto di piccola chirurgia per decontaminare la vite e ripristinare la salute della gengiva, l’evoluzione del riassorbimento osseo sarebbe molto più veloce accorciando notevolmente la fine della nostra protesi. Non sottovalutare dunque mai i piccoli arrossamenti aspettando che sia la sorte a liberarci del fastidio, e correre invece dal nostro implantologo di fiducia. Un intervento sollecito potrà evitare anche gli eventuali inestetismi!

I rimedi

Esistono molti protocolli di decontaminazione, ma tendenzialmente un atto di piccola chirurgia risolve brillantemente e più a lungo della terapia con soli medicamenti. Si può decontaminare la superficie  degli impianti con acido citrico, laser, antibiotici per contatto, getto di bicarbonato ecc. ecc. a seconda dei casi e della gravità si può anche intervenire sulla superficie implantare lisciandone la superficie onde non dare supporto ulteriormente alla placca batterica che è poi la causa finale della perimplantite.

  SONO UN CANDIDATO AGLI IMPIANTI, MA HO UNA MALATTIA…CHE FACCIO?

 

 

la scelta del dentista

La scelta del dentista…..perchè me?

la scelta del dentista

la scelta del dentista

Naturalmente ognuno ha le sue buone ragioni per attirare il mercato. Io voglio semplicemente dire ciò che faccio e che ho sempre fatto. Per alcuni può essere condivisibile, e per altri meno…ciò nonostante io sono questo.

 

  • Scelgo sempre la soluzione dalla parte del paziente e non per mia convenienza.
  • Curo personalmente ogni singolo passo della terapia e non delego niente a nessuno.
  • Non ho fretta e aspetto i tempi biologici ed i percorsi consigliati dalla letteratura scientifica.
  • Non curo patologie inesistenti.
  • Faccio vedere il mio operato e non ho paura di mostrarlo in pubblico.
  • Opero a Verona da oltre 20 anni esponendomi in prima persona.
  • Vedo la brutta odontoiatria della fretta e del pressapochismo e la denuncio apertamente in quanto non fa parte della mia routine.

 

                                                                                                        Dott. Andrea Piana

Implantologia dentale a carico immediato

Implantologia dentale a carico immediato  

 

L’ Implantologia dentale a carico immediato e’ una tecnica chirugica che ci permette di inserire degli impianti in titanio e di fissarvi immediatamente sopra una dentatura. Precisiamo che solitamente con l’implantologia tradizionale, la vite implantare va alloggiata nell’osso e lasciata in quiescenza per alcuni mesi (da 3 a 6 o piú). È giusto ammettere che non sempre è possibile fare il “carico immediato”…ció dipende in larga misua dalla stabilitá con cui si fissa l’impianto nell’osso, e ció dipende ancora da molteplici fattori, quali appunto la quantitá ossea, la sua qualitá (piú o meno duro), ed ancora dal numero di impianti posizionati nella stessa area…Ció garantisce, se uniti fra di loro, una notevole ulteriore stabilitá che risulterá indispensabile per “l’attecchimento” definitivo dell’impianto al suo osso. Se infatti si svilupasse un qualsisi movimento anche minimo, il successo sarebbe compromesso definitivamente (guarda anche “impianto che si muove“).

Una volta appurato che si puó fare il carico immediato, vediamo che tipo di dentatura é possibile mettervi sopra.

 

 

⇒ Ma quanti tipi di dentatura possiamo montare sugli impianti appena posizionati nell’osso? ⇐

 

Provvisori di resina a carico immediato e poi ceramiche…

Il più delle volte si tratta di corone provvisorie (in resina), che resteranno sugli impianti per il tempo sufficiente per garantire la cosidetta osteointegrazione, ovvero “l’abbraccio” completo che l’osso farà con l’impianto, garantendone così la stabilità nel tempo. Saranno in genere sufficienti 3 o più mesi a seconda delle condizioni ossee iniziali, e poi si procede al cambio con denti definitivi di ceramica od altro materiale dopo tale periodo.

 

Protesi di Toronto: un esempio classico di implantologia dentale a carico immediato (protesi fissa con gengive finte)

La protesi di tipo Toronto   si è molto evoluta negli ultimi anni. Si tratta di una dentatura completa ed ancorata esclusivamente a degli impianti. Anche questa può essere concepita in 2 fasi….provvisoria prima e definitiva in seguito o semplicemente subito definitiva nella stessa seduta o comunque entro poche ore dall’intervento con alcune varianti tecniche.

toronto impianti mandibolari   toronto avvitata con implantologia dentale a carico immediato   toronto risultato finale

Qui sopra le immagini di un caso clinico:

La paziente è giunta al nostro studio senza alcun dente (portava la protesi mobile da molti anni), ma non vi sarebbero stati problemi nenche se vi fossero stati dei denti da estrarre. In una giornata si procede all’inserimento degli impianti con lembo gengivale   (5 in questo caso) e all’impronta      

      A questo punto, dopo alcune ore o al massimo 1-2 giorni, viene confezionata la protesi definitiva costituita da un’anima di metallo ed un rivestimento di resina. Il tutto viene saldamente avvitato agli impianti appena messi (carico immediato) e lasciata in sede per alcuni mesi.  

      La protesi viene ripresa solo per alcune ore, dopo che sono passati alcuni mesi, per adeguare il livello di resina alla retrazione che i tessuti hanno a guarigione avvenuta. I fori vengono chiusi con della resina di colore adeguato. FINITO n.b. Vale la pena di specificare, se non fosse ancora chiaro, che questa protesi è fissa…  

Di questo genere di protesi esiste anche la variante con implantologia elettrosaldata (guarda qui)

Carico immediato con impianti a clip per dentiere

Il carico immediato si può chiedere anche per tenere agganciata una dentiera che non ne vuole sapere di rimanere ferma, o semplicemente per un paziente che chiede di avere la dentiera più salda in bocca. Solitamente questo è il problema delle dentiere inferiori, più difficili da stabilizzare ma di tanto in tanto le richieste arrivano anche per quelle superiori col palato.

mini-impianti per ancoraggio dentiera inferiore con implantologia dentale a carico immediato   miniimpianti : attacchi a bottone   miniimplanti con attacchi: protesi finita

In questo caso (figure sopra) sono stati inseriti 4 mini-impianti senza aprire un lembo chirurgico, con lo scopo di ancorare una protesi mobile pre-esistente di cui il signore si lamenta per l’eccessiva mobilità.      

        Si alloggiano delle piccole cappette ritentive nella protesi del paziente (spesso è la fase che porta via più tempo!)      

      L’inserzione è avvenuta in circa un’ora e la protesi è stata ancorata nell’ora sucessiva ovvero con “carico immediato” n.b.Questa protesi non è fissa, ma solo più salda rispetto a quella senza i mini-impianti  

Come vengono posizionati gli impianti per il carico immediato?

Si possono eseguire sia con tecnica atraumatica per via transmucosa….in poche parole senza usare il bisturi e senza tagli di sorta, ma semplicemente forando osso e gengiva in un tempo solo. E’ una tecnica piuttosto in auge per via della rapidità di intervento. Tuttavia bisogna avere indicazioni precise ed una buona quantità di osso dove potervi alloggiare l’impianto. Inoltre contrariamente a quanto si può pensare, richiede una buona manualità chirurgica. Concludo dicendo che nel nostro studio, la eseguiamo volentieri ogniqualvolta questo sia possibile.

La seconda possibilità è quella classica, ossia con l’apertura tradizionale di un lembo gengivale. Non è pensabile fare a meno della tecnica col taglio, perchè questo permette sovente di gestire gengiva, estrazioni di residui dentali e fare una accurata pulizia ossea….tutte cose difficili se non impossibili, senza vedere il campo operatorio con un taglio gengivale da suturare sucessivamente.

 

 

Una variante è il carico immediato post-estrattivo

Indicazione: ricostituire i denti fissi immediatamente dopo l’estrazione (particolarmente indicato in aree a valenza estetica)

Stiamo parlando dei casi in cui scegliamo di estrarre un dente e montare nella stessa seduta un impianto ed un provvisorio. (che sarà poi sostituito dal definitivo in ceramica). Questa esigenza nasce spesso dal fatto che il dente compromesso si nota col sorriso e non può essere accettata dal paziente una dentatura a scacchi per alcuni mesi…..

 

impianto post estrattico a carico immediato   impianto post estrattico a carico immediato   implantologia dentale a carico immediato post-estrattivo

 

Il caso sopra: La grave compromissione del dente, oramai ridotto alla sola radice e confermata anche dalla precaria situazione endodontica (devitalizzazione), porta inevitabilmente all’estrazione. In questi casi le richieste del paziente sono in genere di ridare immediatamente un’estetica decente. L’intervento viene eseguito senza un lembo gengivale  .      

Segue quindi la rifinitura, col riempimento degli spazi morti con materiali di vario tipo (granulati appositi o lo stesso osso del paziente prelevato in altre sedi). In ultimo si avvita sull’impianto un moncone che sporgendo, ci permette di allogiarvi un dente.      

Il dente in resina provvisorio prende il suo posto dopo circa un’ora di lavoro (carico immediato), ma la corona definitiva che sarà in metallo-ceramica o zirconio-ceramica, verrà posizionata solo dopo alcuni mesi, per dare il tempo ai tessuti di guarire ed assumere un assetto definitivo. Vuoi vedere un altro caso? Clicca qui

n.b. questa protesi è fissa…      

E se l’osso è scarso ed il terreno è difficile? …possiamo ancora fare implantologia dentale a carico immediato?….Più spesso di quanto crediate ed ora vi spiego come

Non sempre si hanno condizioni ossee ottimali. Lo sanno bene quelle persone che vagano da un dentista ad un altro vedendo solo teste che si scuotono alla visione delle radiografie….Ebbene, molte volte ho risolto casi veramente complessi ricorrendo alla implantologia dentale a carico immediato elettrosaldata. A tale proposito ho dedicato qui un articolo per spiegare gli enormi vantaggi di una tecnica che è nata con il preciso scopo di garantire il carico immediato…….ma quello che stupisce è che il primo passo di questa tecnica avenne nel 1972!

 

 

implantologia dentale fasi : criteri base (semplificati)

 


 

Implantologia dentale fasi : criteri base (semplificati)

 

 

 

Apriamo con un breve video per spiegare come si posizionano gli impianti dentali in condizioni ottimali

Molti fattori possono contribuire al posizionamento di un impianto. Tanto per citarne alcuni:

  • La qualità estetica che si vuole raggiungere
  • Il patrimonio osseo che abbiamo a disposizione
  • Il livello di trauma che si è disposti ad affrontare
  • Il costo

 

Oggi per fortuna, ed aggiungo con grandi vantaggi rispetto al passato, quasi tutti possono ottenere una soluzione implantare con modalita e funzioni varie……vediamo come

Ecco qui il nostro impianto. Ce ne sono un’infinità di modelli, ma questo è il più comune

struttura impianto dentale

struttura impianto dentale comune

 

 

Un Impianto non è altro che una vite, solitamente in titanio, che viene alloggiata nell’osso al posto di un dente andato perduto, facendone le funzioni di radice. Qui sopra è possibile vedere lo schema di un impianto classico con le sue varie componenti  

 

 

In quali circostanze posso mettere degli impianti?

 

1-  Mi mancano alcuni denti

2-  ho perso tutti i denti (o sto per perderli) ed ho una buona quantità di osso

3-  voglio ancorare una protesi mobile (es. dentiera) agli impianti

4-  ho perso tutti i denti e non ho una buona quantità di osso

5-  voglio mettere degli impianti, ma non ho che pochissimo osso

 

 

  

 

Mi mancano alcuni denti

 

 

 

(denti naturali e impianti convivono assieme)

Sono stati persi solo alcuni denti

 

impianti-per-alcuni-dentiponte-su-impianti

Gli Impianti possono venire alloggiati fra altri denti sani laddove sono stati persi.(vedi un caso clinico)

(*) Talvolta la perdita d’osso o la presenza del seno mascellare ci obbligano a recuperare spazio (vedi un esempio)  e rigenerare l’osso assente.

 

torna sopra 

 


 

 

Ho perso tutti i denti (o sto per perderli) ed ho una buona quantità di osso

 

(Implantologia tutta su impianti)

 

 

 

toronto-schematotale-su-impianti

Gli Impianti sostituiscono tutti i denti e l’osso presente ha una buona altezza. In questo caso si può ricostituire una dentatura del tutto simile a quella perduta.

(*)Talvolta la perdita d’osso o la presenza del seno mascellare ci obbligano a recuperare spazio e rigenerare l’osso assente

torna sopra 

 

 

 

ho perso tutti i denti e NON ho una buona quantità di osso

torontotoronto-bridge Implantologia tutta su impianti (Toronto bridge)

(sono stati persi tutti i denti ed una notevole porzione ossea)

 

Gli Impianti sostituiscono tutti i denti, ma la perdita ossea obbliga a ricostituire protesicamente anche la gengiva.

(vedi un caso clinico)

 

 

 

 

torna sopra o torna alla home



 

 

voglio ancorare una protesi mobile (es. dentiera) agli impianti

Implantologia per agganciare una protesi mobile cosidetta “in overdenture” (con clips, bottoni, barre ecc.)

Sono stati persi tutti i denti ed una notevole porzione ossea

Protesi in overdenturemini-impianti per ancoraggio dentiera inferiore

mini-impianti per ancoraggio dentiera inferiore

 

 

 

Sono stati persi tutti i denti ed una notevole porzione ossea, ma l’osso residuo ci permette di alloggiare degli impianti (solitamente mini-impianti) per potere tenere ferma una protesi mobile (es. dentiera)

(vedi un caso clinico*)

 

Sono stati persi tutti i denti

 

torna sopra o vai avanti



 

 

Voglio mettere degli impianti, ma non ho che pochissimo osso

 Implantologia nell’atrofia estrema

Sono stati persi tutti i denti ed una forte porzione ossea

 

Short implant impianto corto

Impianto ultracorto (short implant)

Sono stati persi tutti i denti

  Per molti anni si è seguita la politica di posizionare impianti se non dopo avere eseguito un innesto osseo “a blocco”. Tuttavia gli studi hanno dimostrato che col tempo l’osso trapiantato andava inesorabilmente incontro a riassorbimento. Si aggiunga inoltre che la tipologia di intervento sottoponeva il paziente ad un notevole traumatismo. Tutto ciò ha portato a posizionare impianti particolari sfruttando il poco osso disponibile ottenendo risultati predicibili ed un comfort superiore.

Impianto zigomatico

Impianto zigomatico

Inferiormente (mandibola) si diffonde sempre di più l’utilizzo di impianti pittosto corti (Short Implant) o l’utilizzo della tecnica implantologica elettrosaldata che risolve casi spesso scottanti per l’esiguità ossea, mentre superiormente (mascella), si stanno diffondendo, in aggiunta a queste soluzioni, anche gli impianti zigomatici che risolvono situazioni al limite estremo.

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Vorrei mettere degli impianti, ma ho una malattia....posso ugualmente?
dentista a verona

Dott. Piana dentista a Verona

turismo dentale

Il fenomeno del turismo dentale

 

Solitamente chi ha deciso di andare all’estero vede solo ciò che psicologicamente gli fa comodo (ovvero storie di casi ben riusciti e risparmi stratosferici), ma…..non è sempre così, anzi….

Tuttavia alcune considerazioni sono ovvie, basta solo non fermarsi alla “buccia”

Valutazioni da farsi prima di andare all’estero.

(e se vuoi leggere un paio di storie vissute clicca qui )

Il turismo dentale

  • itIl mio dentista è italiano                                               
  • extIl mio dentista non lo è

 

 

it🙁 Il mio dentista non mi ha fatto risparmiare molto                       

ext🙂Il mio dentista mi ha fatto spendere poco

 

it🙂Il mio dentista sta nella mia città, è sempre disponibile.            

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista mi conosce da molti anni e mi seguirà sempre.  

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista conosce tutta la mia famiglia.                              

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista ci controlla periodicamente e gratuitamente.      

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista fa prevenzione gratuita tutto l’anno.                    

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista mi dedica tutto il tempo che desidero.                

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista ricorda sempre i miei problemi.                          

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista osserva le regole imposte della legge italiana.     

ext🙁Il mio ? non so. All’ estero la legge è diversa.

 

it🙂Il mio dentista sterilizza e imbusta tutto lo strumentario.            

ext🙁Il mio ? non so. All’ estero la legge è diversa.

 

it🙂Il mio dentista elimina sempre i prodotti scaduti.                     

ext🙁Il mio ? non so. Speriamo di si.

 

it🙂Il mio dentista ha costi di gestione molto alti.                          

ext🙁Il mio li ha bassissimi. Non è sottoposto alle rigide regole italiane.

 

it🙂Il mio dentista ha tariffe giuste per una giusta qualità.              

ext🙁Il mio non so.

 

it🙂Posso andare sempre dal mio dentista in ogni momento.           

ext🙁Come potrei? E’ lontano…

 

it🙂Il mio dentista concede pagamenti dilazionati.                          

ext🙁Il mio ? non so.

 

it🙂Il mio dentista usa impianti certificati da rigide leggi italiane.     

ext🙁Il mio ? non so.

 

it🙂Il mio dentista da i certificati di conformità per le protesi.          

ext🙁Il mio ? forse.

 

it🙂Quando necessito di un consiglio il mio dentista me lo da subito.

ext🙁Il mio è lontanissimo

 

it🙂Se ho bisogno di ritocchi protesici il mio dentista e vicino a me.  

ext🙁Il mio non può farlo perché è lontano.

 

it🙂Il mio dentista rispetta i tempi biologici di guarigione.                

ext🙁Il mio deve fare tutto in fretta.

 

it🙂Il mio dentista usa sempre la Diga di protezione.                      

ext🙁Cos’è la diga di protezione ?

 

it🙂Il mio dentista non accorcia mai i tempi di lavoro.                     

ext🙁Il mio deve necessariamente accorciarli al massimo.

 

it🙂Il mio dentista è sempre vicino ed è un amico per la vita.          

ext🙁Il mio è lontano e non può esserlo.

 

it🙂Il mio dentista resta sempre responsabile di quello che mi fa.    

ext🙁Il mio è lontano come potrebbe ?.

 

it🙂Se il mio dentista combina qualche guaio la legge mi difende.    

ext🙁Il mio è lontano. La legge italiana non può far nulla.    

 


 

L’apertura delle frontiere verso i Paesi dell’est

ha innescato un piccolo esodo verso le cure in tali Stati, a questo proposito corre pertanto il dovere di allertare quanti, spinti da un ipotetico risparmio, si affidano a strutture straniere: ciò avviene infatti prescindendo dal fatto che, le cure di basso livello sono economiche anche in Italia mentre quelle più sofisticate sono costose anche all’estero; la differenza è data però dal fatto che in questo ultimo caso, si rinuncia a priori ad una tempestiva quanto necessaria assistenza la quale fatalmente accompagna negli anni, le cure più complesse.

 
 

Qui di seguito alcune delle numerose testimonianze di errata scelta…e relative conseguenze, con la doverosa premessa che naturalmente ciò non significa che ogni caso sia destinato a finire così, ma denuncia il modo assurdo in cui si può avvitare un caso, semplicemente guidato da malintesi, fretta….e distanza e delinea in modo netto quanto sia importante la scelta del professionista e della sua raggiungibilità.   “torna inizio pagina”  

Tratto dalla rete

Sono una ragazza di 23 anni, e preciso che per me i denti non sono importanti, ma di più! Avevo un canino incluso…..

 

 Ed infine

Un interessante blog esterno sul turismo dentale con altri pareri e testimonianze

dentista a verona

Dott. Piana dentista a Verona

glossario termini dentistici (di studiodottorpiana.it)

Glossario del sito

(glossario termini dentistici tecnici usati nel sito)

 

  • Ameloplastica–Modellazione dello smalto dei denti con fini estetici (vedi esempio) o funzionali (es. correzione della masticazione)
  • Atraumatica (tecnica)–Vedi “Trasmucosa”
  • Carico immediato–Tecnica chirurgica che ci permette di inserire degli impianti in titanio e di fissarvi sopra delle corone provvisorie o una protesi di Toronto definitiva, nella stessa seduta o comunque entro poche ore dall’intervento (vedi esempio)
  • Diga di gomma–Foglio di gomma che viene posizionato attorno alle corone dentali per non bagnare con saliva i materiali di restauro (approfondisci)
  • Elettrosaldatura endorale — Tecnica che permette di unire immediatamente dopo la loro immissione due o più impianti tramite una barretta metallica in titanio che permette una forte garanzia di integrazione degli impianti nella tecnica a “carico immediato” (vedi esempio)
  • Flapless–Vedi “Transmucosa”
  • Necrosi–morte di un tessuto. Nel caso di necrosi del dente si intende la fine della vitalità del dente in questione. Spesso questo evento riconducibile a importanti carie, ma anche ad eventi traumati, tossici e fisici, determina l’insorgenza di fatti infettivi acuti e/o cronici e non ultimo lo scurimento del dente. (vedi es. dente scuro)
  • Osteointegrazione–implantare. Processo biologico in base al quale un impianto solitamente in titanio, viente accolto dell’osso in cui è inserito stabilendo un forte legame che ne impedisca la sua mobilità. Perchè cio avvenga è necessario attendere almeno 3 mesi senza che l’impianto dimostri alcuna mobilità. Infatti il movimento oltre pochi micron ne impedisce l’integrazione.  Per tale ragione ogni pratica che implichi l’uso dell’impianto prima di questo periodo deve essere valutato con la massima attenzione.
  • Parodontale Che riguarda il parodonto, ovvero i tessuti che abbracciano il dente. Sostanzialmente la gengiva nel suo attacco sul dente, l’osso sottostante ed il legamento che tiene le radici del dente unite unite all’osso che le abbraccia.
  • Post-estrattiva (tecnica) Atto chirurgico che permette l’inserimento di un impianto nello spazio vuoto lasciato dal dente appena estratto.  (vedi esempio)
  • Provvisori (armati o non) In odontoiatria non sono altro che uno o più denti che hanno lo scopo di sostituire quelli mancanti per un periodo più o meno breve. Possono essere mobili e cioè che si tolgonono per la notte e per le normali operazioni di igiene orale, o fissi, ovvero cementati a denti naturali o impianti osteointegrati. Questi ultimi possono essere di sola resina o con una armatura metallica (armati) (vedi esempio*)
  • Radio-opaco Dicesi di sostanze che si vedono con un buon contrasto in una radiografia. Sono sostanze usate in ogni ambito medico prettamente per scopi diagnostici.
  • Retrazione gengivale Scopertura più o meno estresa della radice di un dente da parte della gengiva (vedi esempio)
  • Rialzo maggiore del seno mascellare Atto chirurgico tendente a ricavare osso a scapito di una cavità denominata seno mascellare soprastane ad alcuni denti superiori (vedi esempio)
  • Sincristallizzazione Vedi “Elettrosaldatura endorale”
  • Toronto (protesi) –Particolare tipo di protesi solitamente in resina e lega metallica, costituita in un unico pezzo per una intera arcata dentaria, che ricostruisce sia i denti che parte della gengiva adiacente, con lo scopo di colmare i volumi ossei e gengivali persi dopo le estrazioni dei denti. Infatti dopo che l’osso non ospita più le radici, tende a ritirarsi in misura che varia da individuo a individuo. (vedi esempio)
  • Trasmucosa (tecnica)–Chiamata anche tecnica a-traumatica. Consiste nell’accesso chirurgico diretto, senza usare il bisturi e senza successive suture. Nel caso dell’implantologia, viene eseguito il foro implantare direttamente sulla gengiva e osso sottostante. Il traumatismo è minimo. Tuttavia in casi di estetica da preservare, si preferisce usare altre metodiche perchè questa non implica la gestione chirurgica della gengiva, che è invece un passo fondamentale per l’ottimizzazione estetica. (vedi esempio clinico)

igiene dentale mezzi e metodiche

 L’igiene dentale: mezzi e metodiche

E’ meglio saperlo: Un’igiene dentale meticolosa perdona anche un’odontoiatria eseguita male ed un’igiene scadente condanna anche un’odontoiatria fatta bene…..

Non è un modo dire, ma la pura e semplice realtà. Nonostante ciò, la sensibilizzazione del paziente è difficile perchè i danni da cattiva igiene dentale sono subdoli ed arrivano dopo un tempo sufficente per perdere la relazione fra causa ed effetto. Ricordare sempre che la dentatura più facile da pulire è sicuramente quella naturale, divenendo sempre più complessa mano a mano che si applicano ponti, corone impianti, scheletrati e via dicendo. Ed è questa la ragione per cui la bocca più è “lavorata” e più necessita di accurate manovre e particolari mezzi affinchè risulti alla fine ben pulita ed in salute.

Cosa dice (spesso) un paziente con placca e tartaro?

Nella pratica quotidiana, le bocche con notevoli quantità di placca batterica e tartaro si accompagnano (almeno nel mio studio) a frasi del tipo “…ma dottore, io mi pulisco ben tre volte al giorno”. Non spetta a me stabilire quanto il paziente sia sincero o no, ma la certezza è che la qualità delle manovre risulta scadente e dico ciò solo per rafforzare l’idea che fare percepire ciò che andrebbe fatto non è semplice. D’altro canto non sempre si è fortunati e se “Madre Natura” (che gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento di una bocca), decide di non venirci incontro, non ci resta che sopperire con spirito metodico (se non maniacale!) alla sua carenza con frequenti visite di controllo ed un’igiene impeccabile.

I mezzi

Lo spazzolino (senza di lui addio igiene dentale) 

 

Spazzolini da denti

Sicuramente il “re“, infatti tutti gli studi sull’argomento non prescindono dal suo utilizzo. Ne esistono di molte foggie e misure e le ditte produttrici ci sguazzano ampiamente vantando risultati miracolistici al solo sfiorarlo coi denti! Naturalmente non è così e le doti di questo attrezzo sono esclusivamente confinate alla sua azione meccanica.

Ma come deve essere uno spazzolino ideale?

Le uniche caratteristiche che contano veramente sono le dimensione della testina e la durezza delle setole, con la precisazione che più è piccola e meglio entra nei piccoli spazi orali, e più sono dure le setole e meglio “raschiano”. A quest’ultima peculiarità viene da molti associata l’usura dei colletti di alcuni denti, il che è anche vero, ma anche qui urge notare che si vedono assai più spesso danni da placca batterica persistente piuttosto che denti consumati dagli spazzolini duri (o piuttosto dal loro errato uso). Siccome ogni persona ha un suo personale standard di pulizia, è chiaro che se ci si spazzola con una setola dura 5 volte al giorno con un certo vigore, l’usura dei colletti è automatica…quindi se non consigliati diversamente dal dentista stiamo su setole di durezza media.

La metodica consigliata per lo spazzolino

La metodica dello spazzolamento è stata più volte rivista con varianti però quasi sempre minime, ed il concetto fondamentale rimane di spazzolare i denti in senso verticale (verrebbe naturale fare proprio il contrario), e questo semplicemente perchè la strutture anatomiche sono anch’esse verticali ed il loro sfregamento ortoganale causa la lenta ma inesorabile rottura dei delicati microtubuli (per l’appunto l’usura dei colletti). Il difetto più comunemente riscontrato nella spazzolata è la dimenticanza di alcune zone e l’ipersfregamento di altre, dovuto semplicemente ad un’igiene affrontata sovrapensiero e senza uno schema mentale….sarebbe sufficente imporsi un ordine, che può essere, a puro titolo esemplicativo, iniziare con l’arcata superiore alla propria sinistra e spostarsi gradualmente alla destra dedicando 3 o 4 spazzolate a 2 o 3 denti per volta e poi ricominciare con l’arcata inferiore, senza trascurare che schematicamente un dente ha tre facce spazzolabili:

 Un breve video e qualche immagine per capire meglio il suo utilizzo …

 

una masticante

Igiene dentale

spazzolata della faccia masticante dei denti

 

una verso la guancia (o vestibolare)

spazzolata della faccia frontale dei denti

spazzolata della faccia frontale dei denti

ed una verso la lingua

spazzolata della faccia verso la lingua dei denti

spazzolata della faccia linguale dei denti

…..Le parti non raggiungibili dalle setole sono quelle fra un dente e l’altro e per le quali è necessario il  

Filo interdentale ( cioè igiene dentale fra un dente e l’altro) 

 

filo interdentale

filo interdentale

Anche per il filo esistono numerosi modelli (seta, gore-tex, cerati e non, a rochetto o a spezzoni e via dicendo). L’uso è molto semplice, ma non scontato. L’errore più comune sta nella convinzione che basti farlo entrare ed uscire dallo spazio interdentale per considerare conclusa l’operazione, ma in realtà bisognerebbe entrare nello spazio interdentale e poi abbracciare una per volta, le facce dei denti che lo delimitano, sfregandole alcune volte per assicurarne la completa detersione, magari avendo l’accortezza di fregare preferibilmente in uscita onde non sospingere la placca verso l’interno anzicchè verso l’esterno.

Ancora un piccolo ausilio video per il filo

 

Ecco uno schema semplicissimo

filo interdentale tecnica

filo interdentale tecnica

La difficoltà ad usare il filo può essere reale

Alcuni lamentano difficoltà di manovra per via di dita particolarmente voluminose o della bocca piuttosto piccola, e perciò esistono degli archetti in plastica col filo già montato che entrano in bocca al posto delle dita.archetto per filo nterdentale   Per i ponti o in particolari condizioni come durante i trattamenti ortodontici che impediscono l’entrata di un filo “normale”, sono stati creati degli spezzoni come per esempio il Superfloss, che hanno un’anima iniziale un po’ più rigida che permette di infilarlo a mo’ di ago negli spazi fra gli elementi del ponte. Per facilitare la pulizia sono inoltre dotati di una parte intermedia un po’ spugnosa che gratta meglio gli angusti spazi dove altre manovre sarebbero impossibili.

superfloss

superfloss

superfloss ortodonzia

superfloss ortodonzia

Neanche il filo scappa a delle limitazioni, infatti il filo teso nella pulizia presuppone una faccia regolare della radice…cosa che in effetti non sempre è, col risultato che alcune zone rientranti delle radici in vicinanza delle biforcazioni, risultano trascurate. Per sopperire alla carenza si può tentare la pulizia con i cosidetti

Scovolini o (spazzolini interdentali)

Si tratta di piccoli spazzolini dotati di un manico, di varie forme (conici o cilindrici) e dimensioni variabili, onde potere scegliere quello più idoneo. Solitamente i kits introduttivi hanno un assortimento iniziale che permette di potere capire cosa entra e cosa no, nei pertugi protesici. 

uso dello scovolino per igiene dentale

uso dello scovolino

Sucessivamente il paziente acquisterà la forma più adatta alle sue esigenze. Uso Scovolino interdentaleQuesto piccolo attrezzo risulta essere un buon complemento per gli angolini più remoti della bocca, ma trova il suo limite negli spazi stretti dove difficilmente entrerà. Richiede inoltre una buona dose di pazienze e di manualità….ma in taluni casi è insostituibile. Grazie a questi piccoli attrezzi l’igiene dentale può migliorare molto.

 

 

L’idropulsore (particolarmente gradito ai più pigri)

idropulsore

idropulsore

 Nel capitolo dell’ igiene dentale un discorso a parte merita l’idropulsore, spesso dileggiato dai colleghi e accusato di danneggiare il parodonto…ebbene non ho mai trovato un articolo in letteratura che lo dimostrasse. Viceversa alcuni recenti studi sull’idropulsore, finalmente affermano l’utilità di questo presidio con criteri scientifici,  paragonandolo con ottimi risultati al filo interdentale.

Ma come si usa? Il getto d’acqua (a temperatura non percepibile dalla bocca), deve essere orientato fra denti e gengive, inizialmente a bassa potenza, per poi aumentarla nel giro di qualche giorno fino ad una potenza notevole.

idropulsore e igiene dentale

idropulsore uso

Questa manovra creerà sovente il sanguinamento di alcune aree, ma contrariamente a quanto il paziente penserebbe, è proprio in quelle zone che il getto dovrà essere lasciato più generosamente….e dopo alcuni giorni di insistenza, magicamente il sanguinamento cesserà. Ciò è semplicemente il risultato della cessazione dell’infiammazione locale. Infatti il lavaggio delle aree difficili dove si fermano spesso residui alimentari e dove altri mezzi non arrivano, il getto d’acqua cambia la tipologia batterica facendola virare in una aerobica molto meno aggressiva nei confronti del parodonto (parodonto=attacco delle gengive al dente).

Ma neanche l’idropulsore fa miracoli!

Va precisato che l’idropulsore non è in grado di staccare la placca batterica in modo completo come gli spazzolini o il filo interdentale, ma è altrettanto vero in in certe aree non è possibile passare con efficacia questi strumenti…. Dopo anni posso garantire che molti miei pazienti con situazioni parodontali difficili, ma convertiti ad una pulizia impeccabile, anche grazie all’idropulsore, mantengono i pochi millimetri di osso attorno ai denti in modo quasi incredibile riducendo drasticamente gli atti chirurgici che oltretutto sono TOTALMENTE inutili se non preceduti da un controllo dell’igiene perfetto. Ricordiamo che NON sostituisce lo spazzolino e che può essere usato saltuariamente con dei collutori diluiti Particolarmente indicata è la pulizia prima di andare a letto.

n.b.NON deve essere usato in aree con ascessi o comunicazioni parodontali che permettano l’ingresso nei tessuti dell’acqua in pressione!

 

Il pulisci lingua

puliscilingua e igiene dentale

puliscilingua

  Perché pulire la lingua? Perché ha la capacità di trattenere una notevole quantità di batteri e cibo che sono direttamente collegati alla maggior parte dei casi di alitosi e sembra anche collegata ad una maggiore incidenza di carie dentale. La pulizia va affrontata o col semplice spazzolino o con appositi pulisci-lingua dotati da un lato di setole e dall’altro di un semplide raschietto. Si agisce prima con le setole per rompere il film della placca batterica, e poi col raschietto per trascinarla fuori dalla lingua con movimenti di trazione delicati sul dorso della lingua partendo il più profondamente possibile poiché è qui che si accumula maggiormente lo sporco. Disgraziatamente però è anche da qui che partono gli impulsi del vomito, perciò ognuno fara quel che si sente…… Il paziente con alitosi, ma anche chiunque volesse effettuare una pulizia del cavo orale completa, dovrebbe eseguirla almeno una volta al giorno.  

Il dentifricio

Non mi dilungherò più di tanto sul dentifricio, anche se molti pazienti incolpano il dentifricio per la precaria igiene dentale……la funzione del dentifricio è più che altro quella di ritardare la ricomposizione della placca batterica, nonchè di profumare l’alito. Ad alcune marche si può attribuire anche una qualche desensibilizzazione per denti che soffrono il freddo, ma mai e poi mai sostituirà la sapiente spazzolata dei denti che da sola garantisce tutta l’igiene possibile. Evitare i dentifrici abrasivi (spesso definiti sbiancanti)!

Dicono di noi....

GIULIA SATTIN
GIULIA SATTIN
14:40 20 Mar 19
Personale molto competente, ambiente confortevole. Prestazioni di qualità eccellente, il miglior centro secondo la mia esperienza.
jack lucky
jack lucky
15:05 01 Feb 19
Ho avuto un urgenza per il figlio, anche se clinicamente urgente non era, ma nonostante tutto il dott Piana vista la mia preoccupazione mi ha ricevuto nel giro di 3 ore! Grazie, grazie davvero. Competenza, professionalità e tanta disponibilità. Consigliatissimo!
Pietro Fanton
Pietro Fanton
20:28 18 Jan 19
Sono venuto allo studio dal dott. Piana dopo avere visto le ottime recensioni in internet. Era una emergenza e lui è stato molto disponibile. Un eccelente professionale. Ho avuto la conferma delle 5 stelle. Grazie al dott. Andrea Piana e al suo staff.
Maurizio Perotti
Maurizio Perotti
18:00 07 Jan 19
Mi sono trovato molto bene. Il migliore!
Barbara Di Martino
Barbara Di Martino
19:08 30 Apr 18
Oltre ad essere una persona gentile e anche molto comprensiva, e' anche un ottimo professionista! Ho avuto altre esperienze con altri dentisti... ma pulizia e professionalita' l'ho trovata in lui.... mi ha risolto problemi nn da poco con una finezza professionale eccellente! Ti ringrazio Andrea.... grazie davverro immensamente!
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