Dott. Andrea Piana da 25 anni dentista a Verona

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patologia della biforcazione radicolare

Che cosa è?

La patologia della biforcazione radicolare è una malattia batterica parodontale che interessa i denti con piu radici e che quindi presentano appunto delle biforcazioni. Non va confusa con le numerose patologia radicolari conseguenti a necrosi del dente o cure canalari più o meno congrue, anche se il limite fra le due cose non è sempre cosi netto.

biforcazione radicolare

I denti più interessati sono i molari sia inferiori che superiori e molto più raramente i premolari, ma non mancano eccezioni in denti tipicamente con una sola radice che invece presentano anomalie radicolari rare con biforcazione.

patologia della biforcazione radicolare

patologia della biforcazione radicolare (sondaggio del tunnel)

Origine della patologia della biforcazione radicolare

Per sua natura, è praticamente sconosciuta nei giovani e si incomincia ad osservare intorno ai 30 anni per aumentare progressivamente con l’etá.

L’aspetto peculiare consiste in una progressiva perdita di osso e mucosa in corrispondenza di questa biforcazione con conseguente impossibilità ad effettuare una igiene adeguata visto che tende a crearsi un tunnel fra le radici che rende impossibile una adeguata detersione quotidiana.

Le “ondate” infettive che si susseguono ad intervalli più o meno ravvicinati, aggravano la perdita ossea aumentando il tunnel fino alla probabile perdita del dente.

Le cause sono da ricercarsi spesso in una carente igiene orale, ma l’invecchiamento dell’apparato osseo-gengivale e quindi anche con carattestiche genetiche, giocano un ruolo importante nella genesi della malattia.

Il rapporto con cure canalari inadeguate o necrosi della polpa del dente in denti che presentano canali radicolari in corrispondenza della biforcazione possono sicuramente giocare un ruolo, come pure necrosi del dente, danni iatrogeni e cure canalari inadeguate, ma la malattia pura esula da questi contesti.

canale nella biforcazione

Sintomi e diagnosi

I sintomi sono caratterizzati da dolore pulsante e sensazione di “dente rialzato” e gonfiore e rossore nell’area interessata.

La diagnosi è facile poichè la biforcazione si lascia sondare dal dentista più o meno profondamente. La radiografia confermerà il tutto.

radiografia della patologia della biforcazione

radiografia della patologia della biforcazione

ascesso nella biforcazione

ascesso nella biforcazione

 

Terapia della patologia della biforcazione radicolare

Talvolta l’infezione recede spontaneamente per un periodo più o meno lungo (mesi) magari con l’ausilio di antibiotici per bocca e applicazioni locali di gel a base di clorexidina. Ma le recidive sono frequenti.

La terapia efficace è esclusivamente chirurgica ed endodontica ( cura canalare) (a seconda dei casi) a patto che non sia in stato troppo avanzato e che sia in un’area facilmente pulibile. Più complicato trattare i molari superiori che oltre che ad essere più esposti all’arretramento osso-gengiva, hanno un’anatomia difficile da trattare.

Conclusioni

Concludo consigliando di non aspettare gli ultimi stadi sia per una eventuale cura, ma anche in vista di un’estrazione programmata a scopo  implantare, avendo osservato negli anni di professione veri e propri scavi ossei che rendono impossibile qualsiasi agevole sostituzione con un impianto dentale.

Esistono naturamente anche cure conservative che prevedono o l’eliminazione del tunnel con materiali vari o addiritura la sua accentuazione per agevolarne la pulizia perfetta..unico vero rimedio per evitare recidive. Nonostante ciò, la perdita del dente rimane frequente.

scovolino biforcazione

pulizia di una biforcazione resa accessibile allo scovolino

 

Introduzione implantologia

IMPLANTOLOGIA

Capire cos’è

INTRODUZIONE

Nonostante la enorme diffusione dell’implantologia, mi sento rivolgere ancora molte domande sull’argomento, denunciando così la presenza di tante lacune nelle persone “non addette ai lavori”. Ecco quindi l’idea di preparare una sezione quasi esclusivamente dedicato all’argomento, cercando di spiegare in modo semplice che cosa è un impianto, per chi è idoneo, quali risultati è possibile ottenere…e perchè no, capire in che mani stiamo riponendo la nostra salute orale.

 

E’ dunque chiaro fin da ora che mi rivolgo a gente comune che vuole sapere, senza impazzire con tecnicismi incomprensibili, cosa fare in ambito implantare con la lettura di questa semplice (e generica) guida. E’ bene essere consapevoli che le tecniche avanzano ad una velocità tale che non sempre rendono possibile un aggiornamento costante su questo sito, ma per farsene un’idea, sarà più che sufficente, anche perchè nonostante le numerose varianti tecniche, i capisaldi sono rimasti sostanzialmente gli stessi. Spero così di dare un aiuto a quanti amano curiosare sull’argomento, ritenendomi soddisfatto se almeno qualcuno trovera una risposta.

 

 

La storia dell’implantologia:vai

Pulpite sintomi cause rimedi

Pulpite dentale cosa è?

Pulpite sintomi

La pulpite dentale è un’ infiammazione della parte interna del dente (polpa) che contiene vasi, nervi e tessuti vari che alimentano e formano nuova dentina nel corso della vita.

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Cause della pulpite

Pulpite per carie

Le cause dell’infiammazione sono veramente tante.  Giusto per fare un elenco semplificato annoveriamo:

  • Carie
  • Traumi
  • Bruxismo
  • Alimentazione con cibi acidi
  • Spazzolamento errato
  • Parodontosi (piorrea)
  • Malattie debilitanti
  • Cause sconosciute

Però occorre precisare che nella stragrande maggioranza dei casi la pulpite origina dalle carie dentali.

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Genesi

Tutto ciò che produce uno stimolo infiammatorio può portare ad una pulpite e come tutte le infiammazioni, anche nel dente si crea edema (nella pelle è il gonfiore) ed iperemia (nella pelle è l’arrossamento). Il guaio è purtroppo che nel dente non abbiamo la possibilità di produrre un gonfiore in quanto tutto è racchiuso in una scatola ossea rigida (camera pulpare) e inesorabilmente questa pressione interna può rendere la circolazione sanguigna talmente difficoltosa, da portare il dente alla necrosi (morte della polpa dentale) dopo un vario periodo caratterizzato dai sintomi.

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Sintomi

I sintomi sono essenzialmente caratterizzati da una spiccata sensibilità termica soprattutto al freddo, dolore al tocco, anche del semplice spazzolino, ma il dolore può essere anche costante, pulsante e/o a scosse. È tipica anche la sensibilità al contatto del dente con gli zuccheri che nelle fasi iniziali puo essere un utile campanello di allarme. L’entità del dolore è comunque variabile da caso a caso, ma in genere è ingravescente se non si interviene sulle cause.

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Evoluzione

Se lasciata a se stessa, la pulpite può anche spegnersi da se (pulpite reversibile), ma sperare nel colpo di fortuna non ci sarà di grande aiuto soprattutto se la causa sia da ricondurre ad una carie. La maggior parte dei casi, dopo un periodo caratterizzato dai sintomi su citati, la pulpite diventa irreversibile e subentra la necrosi della polpa. A questo punto si instaura una fase transitoria di benessere variabile da alcune settimane a qualche mese nei casi fortunati,  passata la quale si entra nella fase infettiva per la quale si dovrà ricorrere poi alla cura canalare.

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Rimedi

I rimedi sono ovviamente riconducibili all’eliminazione delle cause che per la gran parte  sono, come già detto, delle carie. Però possono essere di aiuto anche i farmaci analgesici ed antinfiammatori che se non altro, attenuano la sintomatologia in attesa dell’intervento del vostro dentista. Gli antibiotici non sono di elezione, ma diventano necessari qualora si instauri la necrosi dentale.

Se la pulpite è in fase acuta ed i sintomi non ci lasciano più vivere, non rimane che devitalizzare il dente o, alla peggio, estrarlo se le condizioni non ne permettono il salvataggio.

Alcuni rimedi “della nonna” quali sciacqui con acqua e sale, sciacqui con grappa, applicazione di curcuma, aglio od altre diavolerie o l’assunzione di vitamine, sono dettati più dalla disperazione che dal buon senso e che se siamo fortunati alleviano il dolore per una manciata di minuti mentre talvolta invece aggravano il quadro….

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  Conclusioni: prevenire!

Credo sia superfluo sottolineare quanto sia utile attivarsi ai primi sintomi e non agli ultimi! Spesso sono avvisaglie di poco conto, ma che se bene interpretate salvano denti e portafoglio ed evitano calvari inutili. Se il vostro dentista è meticoloso, saprà indirizzarsi verso la soluzione molto, ma molto prima che si debba ricorrere alle estrazioni ed alle devitalizzazioni……meditate.

 

Incappucciamento pulpare


Incappucciamento diretto della polpa dentale

L’ incappucciamento pulpare del dente è una procedura necessaria quando a seguito di una carie o una frattura di parte del dente si espone appunto una parte della polpa. La polpa contiene il caso sanguigno ed il nervo che porta la sensibilità al dente. Lo scopo dell’intervento è di mantenere vitale il dente….cosa non di secondaria importanza se consideriamo che la devitalizzazione (unica alternativa in questi casi) è una mutilazione del dente e quindi va evitata se non necessaria. Nella fig.1 la struttura di un dente normale e nella fig.2 lo stesso dente ma con carie da trattare.

Procedura dell’ incappucciamento pulpare

(Endodonzia)

Incappucciamento pulpareDurante la pulizia della dentina cariata (fig.3) può accadere che si apra la camera della polpa. Solitamente l’infiammazione e/o l’infezione che ne consegue, porta alla morte del dente (necrosi) così frequentemente che si preferisce, se la lesione non è minimale, anticipare gli eventi ed effettuare subito la devitalizzazione.

Se si opta invece per l’incappucciamento si pulisce delicatamente l’area è poi si ricopre con dei prodotti (liners) che agevolano la guarigione (fig 4). Questi ultimi sono perlopiù a base di idrossido di calcio veicolato in vario modo da addittivi che solidificandosi lo rendono stabile nel tempo. Finalmente, sopra tutto questo, viene effettuata una ricostruzione (otturazione) standard (fig.5).

Il successo è garantito? 

Purtroppo no….

Prima ipotesi: il trattamento ha funzionato:

Il decorso inizia spesso con sensibilità termica che va scemando lentamente in giorni/settimane normalizzando il quadro completamente. Tuttavia, poiché i problemi si possono avere anche a distanza di alcuni anni,  si può parlare di successo pieno solo dopo almeno 5 anni di silenzio sintomatico.

Seconda ipotesi: il trattamento non ha funzionato:

La sintomatologia non si risolve e la sensibilità può aumentare parecchio. A questo punto il dente è in pulpite (stato infiammatorio) e non tarderà ad entrare in necrosi. Questo evento viene salutato con favore dal paziente perché i sintomi cessano di colpo, ma si tratta di una vittoria temporanea perché presto subentrerà l’infezione con i sintomi ad essa correlati. Per tornare in salute occorre ormai una cura canalare.

Terza ipotesi: forse ha funzionato…..

Esistono infine i casi dubbi. Sono quelle situazione in cui abbiamo sintomi vaghi e persistenti che, ben sopportati nel tempo dal paziente, non vengono seguiti da ulteriori approfondimenti. In alcuni casi la necrosi viene seguita dalla mummificazione della polpa senza infezione manifesta che permette un buon utilizzo del dente anche cosi. Non bisogna fare troppo conto su questa eventualità perché è percentualmente poco probabile…..

Conclusioni

È un intervento da tentare solo se la lesione è minima, anche considerando che il numero dei successi non è elevato, specialmente se il paziente non è un giovane. Tuttavvia trovo che sia un atto di coscienza professionale e comunque l’unica alternativa per  salvare il dente dalla devitalizzazione.

A volte , sopratutto quando il dente diventa sintomatico, il dentista viene incolpato di incapacità operativa. È bene spiegare al paziente perché si sta tentando questa strada informandolo del possibile corteo sintomatico, e che, nel caso di mala parata si può velocemente passare alla devitalizzazione tralasciata in un primo momento.

I candidati all’ Implantologia

 


Implantologia: i candidati

Malattie e stile di vita: un fattore chiave per gli impianti ?

Forum dentistico

Anamnesi (cioè la tua storia)

Nonostante i numerosi progressi medico-scientifici degli ultimi anni, esistono ancora dei pazienti per cui l’implantologia è molto difficile o impossibile. Ed è per questa ragione che il medico raccoglie dei dati a volte dall’apparente stranezza, ma che ai fini diagnostici rivestono invece notevole importanza…. per esempio è molto importante capire oltre le condizioni di salute  e la presenza di eventuali allergie, anche alcune abitudini alimentari o  vizi quali il fumo, l’alcol o la droga.

Tutti questi fattori possono infatti influenzare il successo implantare . Va comunque osservato che tutto il personale dello studio è tenuto al segreto professionale perciò tutto quello che verrà confidato nell’indagine rimarrà fra quelle mura . Quindi non bisogna avere paura delle domande poiché sono i presupposti della riuscita .

La diagnosi di malattia

L’elenco delle affezioni che possono compromettere o vietare in modo assoluto il ricorso alla implantologia è lungo. Ecco qui un breve elenco delle più comuni :

  • DIABETE GRAVE : In realtà non rappresenta una controindicazione assoluta se ben controllato dai farmaci e dall’insulina, ma in caso di malattia scompensata è bene rinunciare.
  • IMMUNODEFICIENZE : Controindicazione ASSOLUTA. Il deficit immunitario espone troppo alle infezioni.
  • MALATTIE AUTOIMMUNITARIE : Sono malattie con abnorme risposta del sistema immunitario, Il LES o l’ARTRITE REUMATOIDE per esempio.Vanno valutate caso per caso. Inoltre queste malattie sono tenute sotto controllo con farmaci (cortisonici ad alte dosi, immunodepressori vari) di per sé già pericolosi per necrosi ossee nelle aree manipolate dal chirurgo.
  • EPATOPATIE : Ovvero le malattie del fegato quali le epatiti virali di tipo A , B o C. Se non in fase acuta non rappresentano un grosso problema. Diverso invece in caso di CIRROSI EPATICA dove il contesto generale può imporre il veto assoluto all’implantologia .
  • ALLERGIE : Rappresentano un problema solo se dirette verso farmaci che intendevamo usare nel protocollo (es.penicilline) .
  • TUMORI : Controindicazione ASSOLUTA solo nei pazienti con condizioni generali scadenti, in chemioterapia o radioterapia recente nelle aree ossee dove si dovrebbe operare( 3 mesi prima). Patologie tumorali dei mascellari risolte da anni  non costituiscono alcun problema medico se non per l’alterata morfologia o per esigua quantità ossea residua.
  • OSTEOPOROSI : Frequente nelle donne in menopausa , non rappresenta in se un grosso problema anche in casi gravi se non fosse per il recente (e frequente) uso di farmaci della categoria dei BIFOSFONATI che espongo ad osteonecrosi della mandibola dopo manipolazione chirurgica; rischio che peraltro rimane anche dopo anni dalla sospensione della terapia. La valutazione  è riservata al medico.
  • ALTRI PROBLEMI OSSEI: la presenza di cavità cistiche , residui di granulomi post-estrattivi , sequestri ossei, pneumatizzazione del seno mascellare, creste atrofiche…. proprio nelle aree dove dovremmo operare, impongono ulteriori fasi chirurgiche, ma non rappresentano un ostacolo insormontabile .
  • CARDIOPATIE : La chirurgia in presenza di gravi cardiopatie può esporre al rischio di gravi batteriemie. Per cui oltre alla obbligatoria profilassi antibiotica il tutto deve essere concertato col cardiologo che potrà eventualmente consentire o proibire l’intervento e nel caso armonizzare la terapia.
  • MALATTIE MENTALI : Controindicazione ASSOLUTA .
  • ABITUDINI COMPORTAMENTALI ED IGIENE ORALE : L’abuso di alcool e il vizio del fumo , soprattutto se associate , sono una controindicazione all’uso degli impianti per le gravi implicazioni di carattere parodontale che comportano. Pur avendo impiantato molti pazienti fumatori, non manco mai di fare firmare una informativa che spiega dettagliatamente i rischi che corrono e che rimangono sotto la loro personale responsabilità. Negli Stati Uniti infatti il fumo e motivo di controindicazione assoluta! L’uso di sostanze stupefacenti , si accompagnano ad una alimentazione riflessa ricca di zuccheri accompagnata purtroppo ad una  igiene orale assai scadente…è consigliabile lasciare perdere. I pazienti con igiene orale scarsa  invece devono fare una scelta: o si lasciano rieducare ad una scrupolosa pulizia quotidiana o dovranno rinunciare all’implantologia, perché foriera di ulteriori perenni fastidi legati alle inevitabili infiammazioni e infezioni. Ricordiamo che una buona igiene orale perdona anche lavori NON eseguiti a regola d’arte ed ancora una cattiva igiene orale condanna lavori perfetti! 

 

IL PERCOSO IMPLANTARE (dalla visita all’impianto) VAI

La perimplantite

La perimplantite

La perimplantite è una condizione di infiammazione dei tessuti adiacenti un impianto dentale e per lo più nella zona gengivale in cui fuoriesce il dente-impianto.

La zona si riconosce solitamente per l’arrossamento accompagnato molto sovente da gemizio purulento e dolore più o meno accentuato, ma mai paragonabile al classico mal-di-denti. Le cause di sicuro più frequenti sono una mancanza di igiene accurata, che se ben svolta, sventa quasi del tutto il rischio di perimplantite, è inoltre stata chiamate in causa una scorretta posizione masticatoria dell’impianto ma è innegabile che la genetica della gengiva svolga un ruolo decisivo in molte infiammazioni di questo genere. Non bisogna inoltre dimenticare che il fumo è un nemico giurato dei nostri impianti, associato ad un gran numero di queste situazioni. Va anche detto che se l’impianto non è inserito armonicamente, facilitando così le operazioni di pulizia, lasciamo il campo libero ai batteri con le sopradescritte conseguenze. Inoltre le ricerche hanno messo in evidenza che una volta instaurata, la perimplantite tende a recidivare con più facilità, per cui emerge l’importanza di non permettere ai batteri di vincere neanche la prima battaglia!

peri-implantite

Come si presenta una peri-implantite

Cosa succede col tempo?

L’osso sottostante, disturbato dai batteri tende a recedere in un tempo più o meno veloce, scoprendo porzioni di metallo a volte in modo molto evidente. Sarei però un bugiardo se dicessi di avere visto spesso perdere completamente un impianto per perimplantite. Infatti, anche con soli pochi millimetri di adesione all’osso, gli impianti di titanio dimostrano un attaccamento alla “vita” sorprendente, lasciandoci masticare con tranquillità per molti anni ancora. Questo però non significa che bisogna trascurare questo evento…..infatti se non si facesse quell’atto di piccola chirurgia per decontaminare la vite e ripristinare la salute della gengiva, l’evoluzione del riassorbimento osseo sarebbe molto più veloce accorciando notevolmente la fine della nostra protesi. Non sottovalutare dunque mai i piccoli arrossamenti aspettando che sia la sorte a liberarci del fastidio, e correre invece dal nostro implantologo di fiducia. Un intervento sollecito potrà evitare anche gli eventuali inestetismi!

I rimedi

Esistono molti protocolli di decontaminazione, ma tendenzialmente un atto di piccola chirurgia risolve brillantemente e più a lungo della terapia con soli medicamenti. Si può decontaminare la superficie  degli impianti con acido citrico, laser, antibiotici per contatto, getto di bicarbonato ecc. ecc. a seconda dei casi e della gravità si può anche intervenire sulla superficie implantare lisciandone la superficie onde non dare supporto ulteriormente alla placca batterica che è poi la causa finale della perimplantite.

  SONO UN CANDIDATO AGLI IMPIANTI, MA HO UNA MALATTIA…CHE FACCIO?

 

 

Ortodonzia Verona

ORTODONZIA (ortopedia orale funzionale)

 

Capire cosa è e quando va fatta

L’Ortodonzia spesso viene considerata come quella branca dell’odontoiatria che serve per avere i denti dritti.

Nel nostro Studio, preferiamo parlare di Ortopedia Orale Funzionale, ossia la parte dell’Ortodonzia che tiene più in considerazione la biologia e lo sviluppo della bocca.

Il suo scopo è quello di influenzare il sistema neuromuscolare della bocca, in modo tale da guidare la crescita delle strutture ossee (palato e mandibola) e ottimizzare l’eruzione successiva dei denti permanenti. Quindi, il principale obiettivo di questa disciplina è rivolto ad eliminare, fin dal principio, tutte quelle cause che portano allo sviluppo e/o al perpetuarsi di una malocclusione
agendo sia sulle ossa sia sui denti.

Perchè è importante fare ortodonzia precocemente?

Nel bambino in crescita preferiamo entrare “in punta di piedi”, senza forzare il cervello, le ossa, ed i denti ad adattarsi bruscamente a qualcosa di esterno e innaturale. Usiamo molto spesso
apparecchi completamente mobili che sostanzialmente non si agganciano ai denti (definiti anche “galleggianti”) e che sono attivati dal paziente stesso con le contrazioni muscolari ed i movimenti
naturali della mandibola.

Successivamente, al termine della permuta dei denti e solo se neccessario, interverremo con altre apparecchiature anche fisse…ma solo per un semplice allineamento dei
denti in una bocca già armonizzata, dove la masticazione è già fisiologica ed i rapporti scheletrici sono stati  corretti in precedenza.

Partendo tardivamente,  le cose possono cambiare, infatti il compromesso è dietro l’angolo e la spesa è anch’essa spesso più alta….

Proprio per questo, ricordiamo ai genitori che è bene fare un controllo della bocca dei loro bimbi già quando erompono i primi denti permanenti (tipicamente gli incisivi e i primi molari)

QUALI SONO LE MALOCCLUSIONI PRINCIPALI IN ORTODONZIA?

Morso coperto

morso coperto

morso coperto

Quando i denti frontali superiori coprono almeno la metà di quelli inferiori; è spesso dovuto alla struttura scheletrica del paziente, pertanto, la sua correzione è bene farla in fase di
crescita.

Morso aperto

morso aperto

morso aperto

Quando tra i denti frontali superiori e quelli inferiori è presente uno spazio; può essere dovuto ad un tipo di struttura scheletrica ereditaria, ma spesso è causata da una scorretta
postura linguale.

Morso incrociato

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore

morso incrociato posteriore

morso incrociato posteriore

Quando i denti superiori chiudono all’interno rispetto a quelli inferiori; può essere laterale e/o frontale; solitamente, è dovuta alla presenza di un palato poco sviluppato, pertanto, è
fondamentale intervenire il prima possibile.

Disallineamento dentale

dentatura disallineata

dentatura disallineata

Quando i denti non sono correttamente allineati ed i denti superiori non ingranano bene con quelli inferiori; spesso si riscontra nelle bocche aventi piccole dimensioni e denti grandi, anche in questo caso è fondamentale intervenire in fase dicrescita, in quanto è possibile stimolare la crescita della bocca del bimbo e ottimizzare gli spazi per la successiva permuta dei denti.

Esistono altri casi da trattare ortodonticamente?

…Si, esistono molti altri casi di ordine estetico come il classico dente storto, ruotato o semplicemente disallineato, che spingono anche l’adulto ad interpellare il dentista per rimediare. Ma non solo, talvolta allargare uno spazio prima di mettere un impianto o fare una protesi fissa potrebbe essere un’ottima idea per riportare la dentatura alla condizione originale.

Si può evitare la “ferraglia” in bocca?

Sì, agendo con apparecchi mobili, con attacchi bianchi, con l’ortodonzia linguale (dove possibile) o con metodi stile INVISALIGN che utilizzano mascherine trasparenti…e se volessimo anche con attacchini colorati e spiritosi!

 

Attacchi trasparenti

Attacchi trasparenti

Attacchi colorati

Attacchi colorati

Ortodonzia con mascherine stile Invisalign

Ortodonzia con mascherine stile Invisalign

Ortodonzia linguale

Ortodonzia linguale

 


 Ma rimediare si può…..

Da notare che con la crescita tutti i casi miglioreranno ancora in quanto già correttamente indirizzati verso la giusta occlusione

Caso con disallineamento

 

ortodonzia in disallineamento

Disallineamento prima

ortodonzia in disallineamento

Disallineamento dopo


Caso con morso aperto

Ortodonzia per Morso aperto

Morso aperto prima

Ortodonzia per Morso aperto

Morso aperto dopo


Caso con morso morso coperto

Ortodonzia per Morso coperto

Morso copero prima

Ortodonzia per Morso coperto

Morso coperto dopo


Caso con morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore prima

morso incrociato anteriore

morso incrociato anteriore dopo

Impianto zigomatico

Impianto zigomatico

L’impianto zigomatico rappresenta sicuramente una conquista della moderna implantologia.schema anatomico impianto zigomatico

Sono impianti molto particolari

Si tratta di Impianti destinati al ripristino della dentatura superiore. Sono solitamente piuttosto lunghi (anche 4 o 5 centimetri) e si alloggiano nell’osso zigomatico al di sotto del orbita oculare, ma solo dopo avere attraversato spazi vuoti piuttosto ampi nei quali la vite è solo passante e non ha alcun ancoraggio…e come se mettendo una vite sul muro, incontrassimo uno spazio vuoto iniziale, prima di trovare una parte resistente ma lontana dal punto di ingresso. Spiegare al profano il percorso anatomico di questa vite è complesso e forse anche inutile, accontentiamoci di comprendere che non è cosa semplice..

Ne possono essere posizionati 4 (chiamato QUAD) o con soluzioni miste ad altri impianti dislocati dove possibile come “rompiforze” per evitare tensioni eccessive.galleria-impianti

A chi è destinato?

Questo impianto è riservato solitamente a pazienti che hanno con gravi perdite ossee e nel quale non è possibile pianificare una implantologia di tipo più tradizionale. Le perdite ossee di cui parliamo sono o di tipo naturale e cioè conseguenti ad una atrofia progressiva e spontanea dell’osso rimasto a lungo senza denti, o conseguenti a patologie tumorali od ancora coseguenti a grossi traumi faciali.schema-anatomico-impianti-zigomatici

Dove possiamo fare l’intervento?

 

Tali impianti possono essere inseriti anche in ambiente ambulatoriale, ma adeguatamente attrezzato, poiché necessitano di anestesie particolari e di una notevole conoscenza delle tecniche maxillo facciali affinché si possa intervenire nel caso in cui qualcosa non vada per il verso giusto, infatti l’area antomica in cui si alloggiano è molto vicina all’orbita oculare e ad altre delicate aree craniche per il rispetto delle quali occorrono estrema perizia, apparecchiature idonee ed ambiente protetto. Sono tutte queste le ragioni che ci spingono a chiedere adeguate consulenze nei casi in cui sia richiesta tale pratica.

Avrò i denti subito? (carico immediato)

Come per gli altri impianti anche con questi  si può ricorrere al carico immediato, cosa che solitamente avviene nelle atrofie naturali, mentre in altri casi è consigliabile aspettare alcuni mesi (generalmente quattro) prima di ancorarci sopra una dentatura. La loro ideazione è comunque dedicata al carico immediato (denti subito o dopo pochi giorni)

Potrò metterli con guida computerizzata?

Si tratta di Impianti piuttosto recenti e moderni, e quindi nati parallelamente a tecnologie molto avanzate, il loro inserimento viene fatto “a mano” o con una guida computerizzata. Cosa che però oggi implica un notevole aumento dei costi. Inoltre le delicate strutture da attraversare implicano una visuale chiara e diretta, il che rende la pratica piuttosto invasiva. impianto-zigomatico-schema

Conclusioni

In conclusione possiamo affermare che si tratta di un grande ritrovato dedicato a casi estremi sicuramente non routinari in cui non è materialmente possibile un’alternativa per ottenere una dentatura fissa superiore e che può essere sviluppata esclusivamente dopo accurata pianificazione e solo in assenza di alternative.

turismo dentale

Il fenomeno del turismo dentale

 

Solitamente chi ha deciso di andare all’estero vede solo ciò che psicologicamente gli fa comodo (ovvero storie di casi ben riusciti e risparmi stratosferici), ma…..non è sempre così, anzi….

Tuttavia alcune considerazioni sono ovvie, basta solo non fermarsi alla “buccia”

Valutazioni da farsi prima di andare all’estero.

(e se vuoi leggere un paio di storie vissute clicca qui )

Il turismo dentale

  • itIl mio dentista è italiano                                               
  • extIl mio dentista non lo è

 

 

it🙁 Il mio dentista non mi ha fatto risparmiare molto                       

ext🙂Il mio dentista mi ha fatto spendere poco

 

it🙂Il mio dentista sta nella mia città, è sempre disponibile.            

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista mi conosce da molti anni e mi seguirà sempre.  

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista conosce tutta la mia famiglia.                              

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista ci controlla periodicamente e gratuitamente.      

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista fa prevenzione gratuita tutto l’anno.                    

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista mi dedica tutto il tempo che desidero.                

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista ricorda sempre i miei problemi.                          

ext🙁Il mio no.

 

it🙂Il mio dentista osserva le regole imposte della legge italiana.     

ext🙁Il mio ? non so. All’ estero la legge è diversa.

 

it🙂Il mio dentista sterilizza e imbusta tutto lo strumentario.            

ext🙁Il mio ? non so. All’ estero la legge è diversa.

 

it🙂Il mio dentista elimina sempre i prodotti scaduti.                     

ext🙁Il mio ? non so. Speriamo di si.

 

it🙂Il mio dentista ha costi di gestione molto alti.                          

ext🙁Il mio li ha bassissimi. Non è sottoposto alle rigide regole italiane.

 

it🙂Il mio dentista ha tariffe giuste per una giusta qualità.              

ext🙁Il mio non so.

 

it🙂Posso andare sempre dal mio dentista in ogni momento.           

ext🙁Come potrei? E’ lontano…

 

it🙂Il mio dentista concede pagamenti dilazionati.                          

ext🙁Il mio ? non so.

 

it🙂Il mio dentista usa impianti certificati da rigide leggi italiane.     

ext🙁Il mio ? non so.

 

it🙂Il mio dentista da i certificati di conformità per le protesi.          

ext🙁Il mio ? forse.

 

it🙂Quando necessito di un consiglio il mio dentista me lo da subito.

ext🙁Il mio è lontanissimo

 

it🙂Se ho bisogno di ritocchi protesici il mio dentista e vicino a me.  

ext🙁Il mio non può farlo perché è lontano.

 

it🙂Il mio dentista rispetta i tempi biologici di guarigione.                

ext🙁Il mio deve fare tutto in fretta.

 

it🙂Il mio dentista usa sempre la Diga di protezione.                      

ext🙁Cos’è la diga di protezione ?

 

it🙂Il mio dentista non accorcia mai i tempi di lavoro.                     

ext🙁Il mio deve necessariamente accorciarli al massimo.

 

it🙂Il mio dentista è sempre vicino ed è un amico per la vita.          

ext🙁Il mio è lontano e non può esserlo.

 

it🙂Il mio dentista resta sempre responsabile di quello che mi fa.    

ext🙁Il mio è lontano come potrebbe ?.

 

it🙂Se il mio dentista combina qualche guaio la legge mi difende.    

ext🙁Il mio è lontano. La legge italiana non può far nulla.

 


L’apertura delle frontiere verso i Paesi dell’est

ha innescato un piccolo esodo verso le cure in tali Stati, a questo proposito corre pertanto il dovere di allertare quanti, spinti da un ipotetico risparmio, si affidano a strutture straniere: ciò avviene infatti prescindendo dal fatto che, le cure di basso livello sono economiche anche in Italia mentre quelle più sofisticate sono costose anche all’estero; la differenza è data però dal fatto che in questo ultimo caso, si rinuncia a priori ad una tempestiva quanto necessaria assistenza la quale fatalmente accompagna negli anni, le cure più complesse.

Qui di seguito alcune delle numerose testimonianze di errata scelta…e relative conseguenze, con la doverosa premessa che naturalmente ciò non significa che ogni caso sia destinato a finire così, ma denuncia il modo assurdo in cui si può avvitare un caso, semplicemente guidato da malintesi, fretta….e distanza e delinea in modo netto quanto sia importante la scelta del professionista e della sua raggiungibilità.   “torna inizio pagina”  

Tratto dalla rete

Sono una ragazza di 23 anni, e preciso che per me i denti non sono importanti, ma di più! Avevo un canino incluso…..

 

 Ed infine

Un interessante blog esterno sul turismo dentale con altri pareri e testimonianze

Implantologia dentale a carico immediato

Implantologia dentale a carico immediato  

 

L’ Implantologia dentale a carico immediato e’ una tecnica chirugica che ci permette di inserire degli impianti in titanio e di fissarvi immediatamente sopra una dentatura. Precisiamo che solitamente con l’implantologia tradizionale, la vite implantare va alloggiata nell’osso e lasciata in quiescenza per alcuni mesi (da 3 a 6 o piú). È giusto ammettere che non sempre è possibile fare il “carico immediato”…ció dipende in larga misua dalla stabilitá con cui si fissa l’impianto nell’osso, e ció dipende ancora da molteplici fattori, quali appunto la quantitá ossea, la sua qualitá (piú o meno duro), ed ancora dal numero di impianti posizionati nella stessa area…Ció garantisce, se uniti fra di loro, una notevole ulteriore stabilitá che risulterá indispensabile per “l’attecchimento” definitivo dell’impianto al suo osso. Se infatti si svilupasse un qualsisi movimento anche minimo, il successo sarebbe compromesso definitivamente (guarda anche “impianto che si muove“).

Una volta appurato che si puó fare il carico immediato, vediamo che tipo di dentatura é possibile mettervi sopra.

 

 

⇒ Ma quanti tipi di dentatura possiamo montare sugli impianti appena posizionati nell’osso? ⇐

 

Provvisori di resina a carico immediato e poi ceramiche…

Il più delle volte si tratta di corone provvisorie (in resina), che resteranno sugli impianti per il tempo sufficiente per garantire la cosidetta osteointegrazione, ovvero “l’abbraccio” completo che l’osso farà con l’impianto, garantendone così la stabilità nel tempo. Saranno in genere sufficienti 3 o più mesi a seconda delle condizioni ossee iniziali, e poi si procede al cambio con denti definitivi di ceramica od altro materiale dopo tale periodo.

 

Protesi di Toronto: un esempio classico di implantologia dentale a carico immediato (protesi fissa con gengive finte)

La protesi di tipo Toronto   si è molto evoluta negli ultimi anni. Si tratta di una dentatura completa ed ancorata esclusivamente a degli impianti. Anche questa può essere concepita in 2 fasi….provvisoria prima e definitiva in seguito o semplicemente subito definitiva nella stessa seduta o comunque entro poche ore dall’intervento con alcune varianti tecniche.

toronto impianti mandibolari   toronto avvitata con implantologia dentale a carico immediato   toronto risultato finale

Qui sopra le immagini di un caso clinico:

La paziente è giunta al nostro studio senza alcun dente (portava la protesi mobile da molti anni), ma non vi sarebbero stati problemi nenche se vi fossero stati dei denti da estrarre. In una giornata si procede all’inserimento degli impianti con lembo gengivale   (5 in questo caso) e all’impronta      

      A questo punto, dopo alcune ore o al massimo 1-2 giorni, viene confezionata la protesi definitiva costituita da un’anima di metallo ed un rivestimento di resina. Il tutto viene saldamente avvitato agli impianti appena messi (carico immediato) e lasciata in sede per alcuni mesi.  

      La protesi viene ripresa solo per alcune ore, dopo che sono passati alcuni mesi, per adeguare il livello di resina alla retrazione che i tessuti hanno a guarigione avvenuta. I fori vengono chiusi con della resina di colore adeguato. FINITO n.b. Vale la pena di specificare, se non fosse ancora chiaro, che questa protesi è fissa…  

Di questo genere di protesi esiste anche la variante con implantologia elettrosaldata (guarda qui)

Carico immediato con impianti a clip per dentiere

Il carico immediato si può chiedere anche per tenere agganciata una dentiera che non ne vuole sapere di rimanere ferma, o semplicemente per un paziente che chiede di avere la dentiera più salda in bocca. Solitamente questo è il problema delle dentiere inferiori, più difficili da stabilizzare ma di tanto in tanto le richieste arrivano anche per quelle superiori col palato.

mini-impianti per ancoraggio dentiera inferiore con implantologia dentale a carico immediato   miniimpianti : attacchi a bottone   miniimplanti con attacchi: protesi finita

In questo caso (figure sopra) sono stati inseriti 4 mini-impianti senza aprire un lembo chirurgico, con lo scopo di ancorare una protesi mobile pre-esistente di cui il signore si lamenta per l’eccessiva mobilità.      

        Si alloggiano delle piccole cappette ritentive nella protesi del paziente (spesso è la fase che porta via più tempo!)      

      L’inserzione è avvenuta in circa un’ora e la protesi è stata ancorata nell’ora sucessiva ovvero con “carico immediato” n.b.Questa protesi non è fissa, ma solo più salda rispetto a quella senza i mini-impianti  

Come vengono posizionati gli impianti per il carico immediato?

Si possono eseguire sia con tecnica atraumatica per via transmucosa….in poche parole senza usare il bisturi e senza tagli di sorta, ma semplicemente forando osso e gengiva in un tempo solo. E’ una tecnica piuttosto in auge per via della rapidità di intervento. Tuttavia bisogna avere indicazioni precise ed una buona quantità di osso dove potervi alloggiare l’impianto. Inoltre contrariamente a quanto si può pensare, richiede una buona manualità chirurgica. Concludo dicendo che nel nostro studio, la eseguiamo volentieri ogniqualvolta questo sia possibile.

La seconda possibilità è quella classica, ossia con l’apertura tradizionale di un lembo gengivale. Non è pensabile fare a meno della tecnica col taglio, perchè questo permette sovente di gestire gengiva, estrazioni di residui dentali e fare una accurata pulizia ossea….tutte cose difficili se non impossibili, senza vedere il campo operatorio con un taglio gengivale da suturare sucessivamente.

 

 

Una variante è il carico immediato post-estrattivo

Indicazione: ricostituire i denti fissi immediatamente dopo l’estrazione (particolarmente indicato in aree a valenza estetica)

Stiamo parlando dei casi in cui scegliamo di estrarre un dente e montare nella stessa seduta un impianto ed un provvisorio. (che sarà poi sostituito dal definitivo in ceramica). Questa esigenza nasce spesso dal fatto che il dente compromesso si nota col sorriso e non può essere accettata dal paziente una dentatura a scacchi per alcuni mesi…..

 

impianto post estrattico a carico immediato   impianto post estrattico a carico immediato   implantologia dentale a carico immediato post-estrattivo

 

Il caso sopra: La grave compromissione del dente, oramai ridotto alla sola radice e confermata anche dalla precaria situazione endodontica (devitalizzazione), porta inevitabilmente all’estrazione. In questi casi le richieste del paziente sono in genere di ridare immediatamente un’estetica decente. L’intervento viene eseguito senza un lembo gengivale  .      

Segue quindi la rifinitura, col riempimento degli spazi morti con materiali di vario tipo (granulati appositi o lo stesso osso del paziente prelevato in altre sedi). In ultimo si avvita sull’impianto un moncone che sporgendo, ci permette di allogiarvi un dente.      

Il dente in resina provvisorio prende il suo posto dopo circa un’ora di lavoro (carico immediato), ma la corona definitiva che sarà in metallo-ceramica o zirconio-ceramica, verrà posizionata solo dopo alcuni mesi, per dare il tempo ai tessuti di guarire ed assumere un assetto definitivo. Vuoi vedere un altro caso? Clicca qui

n.b. questa protesi è fissa…      

E se l’osso è scarso ed il terreno è difficile? …possiamo ancora fare implantologia dentale a carico immediato?….Più spesso di quanto crediate ed ora vi spiego come

Non sempre si hanno condizioni ossee ottimali. Lo sanno bene quelle persone che vagano da un dentista ad un altro vedendo solo teste che si scuotono alla visione delle radiografie….Ebbene, molte volte ho risolto casi veramente complessi ricorrendo alla implantologia dentale a carico immediato elettrosaldata. A tale proposito ho dedicato qui un articolo per spiegare gli enormi vantaggi di una tecnica che è nata con il preciso scopo di garantire il carico immediato…….ma quello che stupisce è che il primo passo di questa tecnica avenne nel 1972!